Pasta Zara, battaglia sul blocco della 14. mensilità e dei premi

TREVISO - Rinunciare alla quattordicesima mensilità e ai premi di risultato per i prossimi 5 anni. È il sacrificio richiesto dall'azienda ai dipendenti del gruppo Pasta Zara nella bozza di piano industriale necessario per ottenere il concordato: l'industria alimentare di Riese, invischiata in una grave crisi finanziaria, deve presentare in Tribunale un programma di rilancio entro il prossimo ottobre, pena il fallimento. L'industria ha assicurato di non voler effettuare riduzioni di organico, ma il salvataggio dovrebbe passare anche attraverso un taglio del costo del lavoro, ovvero attraverso delle riduzioni retributive per i circa 450 addetti, distribuiti tra i tre stabilimenti nella Marca (qui sono occupate circa 170 persone), a Muggia, in provincia di Trieste, e a Rovato, nel Bresciano. 

LA BOCCIATURA La proposta, però, è già stata, per il momento, bocciata dai sindacati: «Sono inaccettabili» è stata la reazione dei rappresentanti dei lavoratori di fronte alle ipotesi avanzate dai vertici dell'impresa nel corso di un incontro ieri a Treviso. I sindacalisti hanno ribadito come i lavoratori si stiano già sacrificando: qualche spiraglio, dunque, può forse aprirsi per una revisione dei premi di risultato, mentre è chiusura totale sul blocco delle quattrordicesime. L'argomento verrà ora sottoposto al giudizio degli stessi dipendenti nell'assemblea in programma lunedì e le parti torneranno poi a discuterne in una nuova riunione in calendario il 10 settembre. Nel frattempo proseguono anche le trattative con investitori interessati: secondo quanto fatto sapere dagli amministratori ai sindacati durante l'incontro, ci sarebbero contatti con quattro soggetti, due industriali, del comparto alimentare, e due fondi.

L'ESPOSIZIONE Pasta Zara, controllata dalla famiglia trevigiana Bragagnolo e partecipata da Friulia (la finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia) e da Simest, società del gruppo Cassa depositi e prestiti, è gravata da un'esposizione totale intorno a 241 milioni di euro, 178 dei quali verso le banche. In particolare, 73 milioni rappresentano affidamenti ottenuti da Veneto Banca e Popolare di Vicenza, importi ora finiti, come altri crediti deteriorati delle ex banche venete, nel portafoglio della Sga. Proprio il pesante indebitamento, nonostante il prodotto in sé conservi un buon apprezzamento sul mercato (Pasta Zara è tra i primi esportatori italiani del comparto), ha costretto a presentare il concordato in bianco lo scorso 3 maggio.
 

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