Scandalo migranti e il dopo Bitonci: l'ex prefetta Impresa, le mosse Degani

PADOVA - Non era estranea dall’agone politico la prefetta Patrizia Impresa. Anzi, si interessava attivamente di che cosa sarebbe successo a Padova nelle ore immediatamente successive alla caduta del suo “nemico”, il sindaco Massimo Bitonci. Lo si deduce da una parte delle intercettazioni che i carabinieri hanno condotto per conto della Procura che indagava Simone Borile sulla gestione dei profughi. Borile è la mente della cooperativa che ha in gestione il centro di Bagnoli e centinaia di posti in accoglienza diffusa. È indagato con altri sei nell’inchiesta appena chiusa dal pubblico ministero Federica Baccaglini e nella quale l’ex prefetta non risulta indagata. Gli altri sono chiamati a rispondere a vario titolo di frode nelle forniture pubbliche, truffa e rivelazione di segreti d’ufficio. Negli atti del fascicolo giudiziario ci sono anche le intercettazioni.
  
IL NEMICO
Non è un mistero che Impresa e Bitonci si detestassero. I rapporti si erano rotti quando la prefetta era stata costretta nel 2014 ad aprire il terreno della ex Prandina per farne un centro di accoglienza, e Bitonci l’aveva presa come un affronto, oltre che per una scelta politica. Allora governava il centrosinistra e farlo nella maggiore città amministrata dalla Lega superava, secondo il leghista, il semplice fatto contingente. Dunque siamo all’indomani della caduta del sindaco, la notte dell’11 novembre del 2016. La prefetta parla con il suo vice, Pasquale Aversa che vuole sapere perché il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, anche lei in rotta con Bitonci (dopo averlo sostenuto in campagna elettorale) sia passata in prefettura. «É venuta per sapere se c’era qualche nome...». Più avanti si capirà il senso. «Lei ha messaggiato Gian Valerio l’ho vista io» riprende la Impresa. «Ad Angelino».
I MESSAGGINI
Aversa risponde: «Quindi Angelino ha fatto Gian Valerio». In quelle ore al ministero dell’Interno si sta cercando il nome del commissario straordinario per gestire il Comune e quello di Gian Valerio Lombardi già prefetto di Padova e di Milano sembra quello più accreditato. La Degani è dello stesso partito di Alfano e cerca di indirizzare la scelta. Poi invece andrà a finire che arriverà Michele Penta, quello stesso che il giorno prima si disse pronto a firmare l’accordo con i privati per la cessione delle aree del nuovo ospedale a Padova est, secondo il piano dell’ex Bitonci, e il giorno dopo ritrattò, forse per l’intervento della stessa Degani a Roma. E poi fu sostituito.
LE ELEZIONI
Ma i pensieri sono tutti rivolti a che cosa succederà nella imminente campagna elettorale. Aversa: «Pensavo si volesse candidare lei... e la Destro non è che le è passato per la testa qualche idea...». La Impresa risponde: «No, no, quella mo adesso stanno lavorando sul candidato... sul candidato sindaco ecco... ci sono poi tutti i loro giri tra gli imprenditori, quello dell’Università, Rizzuto». Accadrà più tardi che sia la Destro che la Degani siano poi in prima fila nella campagna di Sergio Giordani. E probabilmente già prima delle amministrative del 2017 la Degani e la Impresa si erano ritrovate sul fronte anti-Bitonci.
L’INCONTRO
In un altro stralcio delle intercettazioni la funzionaria della Prefettura, poi indagata, Tiziana Quintario cerca di consolare Borile dagli attacchi giornalistici. «La Degani oggi c’era pure lei in mezzo, non dice niente?». E Borile risponde: «Ma che ne so adesso, francamente, con la Barbara sono anni che non abbiamo... Lei è a Roma sono due anni che non abbiamo nessun tipo di frequentazione». Probabilmente il momento migliore nel rapporto tra i due era stato quando Borile era stato eletto in consiglio provinciale nel collegio di Montegrotto: raccogliendo 2.746 voti e contribuendo all’elezione alla presidenza di Vittorio Casarin, alla guida della compagine di centrodestra composta da Forza Italia, Udc, Alleanza Nazionale e Lega Nord. Ma in verità un incontro c’era stato a Roma il 20 ottobre del 2015 voluto dalla deputata Pd Gessica Rostellato (ex Movimento 5 Stelle) con i sindaci di Battaglia, Due Carrare e Pernumia in cerca di soldi per propri progetti.
M.G.

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