Botte e minacce per dieci anni: in cella il marito orco e aguzzino

PADOVA  - Botte, insulti e minacce di morte. Una donna padovana si era infilata in questo incubo quando era ancora una ragazza e ne è uscita solamente ieri mattina: l’uomo che la picchiava e maltrattava è stato preso dalla polizia. Siamo a Padova, in zona Mortise. La vittima è una trentaduenne, prima fidanzata e poi sposata con un coetaneo di nazionalità tunisina, disoccupato. I due hanno anche un figlio piccolo. Il primo episodio di violenza risale al 2009, l’ultimo è capitato lo scorso 20 agosto. In mezzo dieci anni di relazione in cui lui ha sempre recitato il ruolo del “padrone”. Decine di volte l’ha colpita con schiaffi e spintoni, arrivando a minacciarla di morte sia al telefono sia faccia a faccia. 

Per anni la donna ha subìto tutto in silenzio: solamente nel 2017 si è convinta a presentarsi dalle forze dell’ordine e svuotare il sacco raccontando come stava vivendo. Da quel giorno ha presentato più volte denuncia, ha spiegato di essere stata picchiata e minacciata anche davanti al figlioletto e si è sfogata in lacrime: «Così non posso andare avanti. Ho paura, non ce la faccio più». 

I poliziotti hanno avviato le indagini accertando che effettivamente la donna conviveva con il terrore: in ogni momento temeva di vedere il marito scagliarsi ancora una volta contro di lei mettendole le mani addosso.
L’uomo ha dei precedenti legati allo spaccio di droga e pare che fosse spesso sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti. La situazione è degenerata ad aprile: gli sono stati notificati diversi provvedimenti della magistratura, come l’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinamento alla donna, ma lui non li ha mai rispettati. 
L’ULTIMO EPISODIO
Il 20 agosto l’ultimo grave fatto. Il marito ha preso a schiaffi in faccia la moglie, procurandole pure un trauma cranico. Il gip, valutati, tutti gli episodi, ha quindi disposto la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita ieri dagli uomini della questura che sono andati a prenderlo a casa. Ora è rinchiuso al Due Palazzi, mentre lei tenta di voltare pagina. Senza più paura di trovarsi nella morsa dell’uomo. 
Gabriele Pipia
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