Negrar. Arresti domiciliari per il "pirata" che ha ucciso Chris: incastrato dalle telecamere e dai resti dell'auto sulla strada

Dinamica ricostruita: diversi indizi di colpevolezza hanno portato a individuare l'automobilista che ha travolto il 13enne ed è fuggito

NEGRAR (VERONA) - Il pirata della strada che lunedì 31 agosto ha investito e ucciso il 13enne Chris Abom è stato arrestato. Lo hanno comunicato i Carabinieri di...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

NEGRAR (VERONA) - Il pirata della strada che lunedì 31 agosto ha investito e ucciso il 13enne Chris Abom è stato arrestato. Lo hanno comunicato i Carabinieri di Negrar di Valpolicella, dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Verona, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dell’automobilista.

Il provvedimento restrittivo è scaturito dall’esito dei rilievi stradali e dei successivi accertamenti attraverso i quali è stato possibile ricostruire la dinamica dell’incidente e fornire un quadro esaustivo della condotta tenuta dall’autore dell’investimento.

Già dalla serata di lunedì, quando era stato trovato il corpo agonizzante del ragazzino e lanciato l’allarme ai Carabinieri, erano stati effettuati i primi rilievi stradali recuperando i detriti lasciati sull’asfalto dall’autovettura coinvolta. In seguito, i militari hanno concentrato il massimo impulso alle indagini, scandagliando le numerose telecamere pubbliche e private presenti sul territorio comunale, alla ricerca di un determinato modello di auto, individuato dai frammenti rinvenuti sul luogo del fatto. Alle 09.30 del mattino successivo i Carabinieri avevano individuato la targa e poco meno di un’ora dopo rintracciato il conducente e sequestrato il mezzo, con evidenti danni riferibili all’investimento di un pedone.

Da ulteriori accertamenti sono stati poi trovati sul veicolo e su un palo della segnaletica verticale, presente nel luogo dell’investimento, tracce di sangue verosimilmente riferibili alla vittima. Inoltre, i resti di un fanale anteriore e di uno specchietto retrovisore, recuperati sulla strada, sono risultati corrispondenti alle parti mancanti o danneggiate dell’auto individuata.

Infine, gli accertamenti sui sistemi di videosorveglianza svolti dai militari hanno permesso di stabilire con esattezza l’orario dell’investimento, che risale a qualche minuto oltre le 21.30 di lunedì. Una fotocamera, poco distante dal luogo del fatto, ha ripreso il veicolo che si allontanava subito dopo l’investimento in direzione di Verona, mentre una seconda, circa un quarto d’ora dopo, lo ha immortalato frontalmente, al rientro Negrar di Valpolicella, evidenziando chiaramente la rottura del fanale anteriore destro.

Un altro lettore ottico ha invece ripreso il veicolo la mattina immediatamente successiva mentre veniva utilizzata dal conducente per andare al lavoro, rendendo evidente l’estensione dei danni. La stessa fotocamera aveva ripreso il mezzo anche la mattina precedente al fatto, ancora perfettamente integro.

Tutti questi elementi hanno consentito di constatare gravi indizi di colpevolezza per i reati di omicidio stradale, fuga ed omissione di soccorso. Da qui anche le gravi esigenze cautelari e la misura restrittiva degli arresti domiciliari a carico dell’indagato, in attesa del processo.

Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino