Tutti i segreti del grano, pianta che cambiò la storia dell’uomo

Tutti i segreti del grano, pianta che cambiò la storia dell’uomo
UDINE - Nell’anno di Expo Milano 2015, dedicato a “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, la mostra del Museo friulano di Storia Naturale di Udine va alla scoperta dei...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
UDINE - Nell’anno di Expo Milano 2015, dedicato a “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, la mostra del Museo friulano di Storia Naturale di Udine va alla scoperta dei segreti di una delle colture più importanti della storia dell’uomo. L’allestimento, “Il grano. Storia di una pianta rivoluzionaria”, inaugurato oggi, 26 maggio, a palazzo Giacomelli, è infatti dedicato all'evoluzione storica dei cereali e in particolare del frumento.




Una scelta non casuale, viste le enormi implicazioni che questo cereale, insieme con l’orzo e, in misura minore, l’avena e la segale, ha avuto sulla storia dell’uomo e dunque sulla storia del paesaggio. Una coltura che circa diecimila anni fa, in Medio Oriente, ha determinato l’inizio di una civiltà che avrebbe condotto poi nel tempo allo sviluppo dell’agricoltura in tutto l’Occidente.



Le profonde modificazioni del paesaggio, la nascita di villaggi e successivamente di città, l’aumento della complessità delle società umane, si devono allo sviluppo dell’agricoltura a partire proprio dal cosiddetto “pacchetto neolitico”: grano duro e tenero, farricello, farro e orzo. Fino a poco tempo fa il frumento era la coltura più diffusa anche nel Friuli Venezia Giulia, poi sostituita da altre, mais in testa, che oggi contraddistinguono il paesaggio agrario.



Le coltivazioni odierne sono legate, però, più a interessi economici che alle esigenze alimentari della gente. Ciò ha provocato e provoca pesanti conseguenze anche su ambiente naturale e biodiversità, incidendo inoltre profondamente su abitudini alimentari e stili di vita. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino