Mose, il ministro Tonielli: «Pericolosa l'inadempienza del concessionario»

Sul Mose «oggi si assiste ad una sorta di paralisi da parte del soggetto tecnico operativo incaricato di realizzare l'opera per conto dello Stato (concessionario Consorzio Venezia Nuova). Inadempienza ingiustificata e pericolosa rispetto ad un'opera marittima, che rischia di aggravare le condizioni di manutenzione». Così ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli in audizione alla commissione Ambiente della Camera, riportando quanto riferito dal provveditore interregionale per le opere pubbliche. 

Il Provveditore interregionale per le opere pubbliche Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia «riferisce che sebbene in precedenza l'ultimazione dell'opera è stata via via differita a causa del ritardo e della rimodulazione nell'assegnazione dei finanziamenti, oggi si assiste ad una sorta di paralisi da parte del soggetto tecnico operativo incaricato di realizzare l'opera per conto dello Stato», ha spiegato Toninelli. Il provveditore «ha comunicato che lo stato d'avanzamento dei lavori del Mose ad oggi è pari a circa il 94 per cento, ma ancora mancano alcuni interventi essenziali per il suo funzionamento. Delle quattro barriere previste, ne sono state realizzate finora tre. Resta da ultimare la barriera alla bocca di porto di lido sud e, soprattutto, mancano gli impianti per l'entrata in funzione del sistema. I cantieri sono praticamente inoperosi dalla fine del 2017 e nei primi tre mesi del corrente anno risultano spesi circa 12 milioni di euro in totale», ha proseguito il ministro.

Su quest'opera «è necessario analizzare attentamente ogni singolo aspetto nella massima trasparenza possibile, per evitare finalmente quello che finora non si è voluto evitare, cioè lo spreco di danaro pubblico e il proliferare di ricorsi che rallentano inesorabilmente la realizzazione delle opere, finendo per gravare sulle tasche e sulla vita dei cittadini», ha detto il ministro, sottolineando che «obiettivo di questo Governo è garantire la sicurezza e il risanamento della città di Venezia e dell'ambiente lagunare, al fine di un pieno ed effettivo ripristino della legalità».

Il ministro ha ricordato che «il sistema Mose è un'opera segnata, come è noto, da gravissimi episodi di corruzione, che hanno generato inchieste, processi, commissariamenti e da ultimo la nomina di una task force per indagare sulle cause della paralisi dei lavori e far luce sull'intricata vicenda di malaffare». 

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