Ricoverato in Psichiatria, muore a 38 anni. Aperta un'inchiesta: il dubbio sui farmaci

L'ospedale Sant'Antonio
PADOVA - Marco Crea viveva con i genitori a Padova. È morto mercoledì scorso a 38 anni nel reparto di Psichiatrica del Sant’Antonio. Su tutto questo...

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PADOVA - Marco Crea viveva con i genitori a Padova. È morto mercoledì scorso a 38 anni nel reparto di Psichiatrica del Sant’Antonio. Su tutto questo indaga la procura che, al quarto piano del palazzo di Giustizia, ha aperto un fascicolo con le accuse di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. Reati al momento contestati a ignoti ma che hanno portato il magistrato a disporre l’autopsia e gli esami tossicologici sul corpo del 39enne. Cosa sia successo lo si saprà tra tre mesi, quando tornerà in procura la relazione dei medici legali. Ma tutte le ipotesi ruotano attorno alla cura farmacologica somministrata al 39enne il giorno del suo decesso.


LA CRONACA
Da tempo Marco Crea era seguito dal Centro di salute mentale di Padova. Il 15 febbraio aveva avuto una crisi ed era stato ricoverato: durante la sua permanenza nelle stanze della Psichiatria non c’erano stati segnali particolari. Tutto però precipita una settimana fa, il 21 febbraio quando il paziente muore. Il suo decesso viene segnalato alla direzione medica che informa la Questura. Il caso finisce nelle mani della squadra Mobile che porta il fascicolo in procura. Il tempo tecnico di leggere le carte dell’ospedale e il pm decide di incardinare un fascicolo per l’autopsia, conferita ieri mattina e svolta nel primo pomeriggio. Nulla di eclatante è emerso dalla ricognizione fatta dai consulenti della procura - i dottori Antonello Cirnelli (medico legale), Pierandrea Salvo (psichiatra) e Carlo Sorbara (anestesista e rianimatore) - affiancati dal professor Gaetano Quaranta (nominato dall’avvocato Lorenza Denaro, legale del padre del 39enne) e dalla dottoressa Anna Aprile.


LE IPOTESI
Se, da un lato, l’autopsia ha escluso maltrattamenti e lesioni fisiche nelle gestione del paziente, restano in piedi i dubbi sul trattamento con i farmaci e la risposta arriverà dalle analisi di laboratorio sui liquidi e i tessuti prelevati ieri pomeriggio. Qualità e quantità dei farmaci, questo vogliono capire i medici.
Se cioè a Marco Crea siano stati somministrati farmaci corrispondenti a quelli prescritti nella cartella medica o se siano stati dati altri medicinali. Oppure se siano stati inoculati, sì, i farmaci prescritti, ma in sovradosaggio per calmarlo e quel sovradosaggio abbia creato uno scompenso. O anche se la posologia (qualità e quantità, quindi) sia stata rispettata ma lui abbia avuto una reazione allergica imprevista, e in questo caso il fascicolo verrebbe archiviato perché non sarebbe colpa di nessuno.


LA DEGENZA


C’è poi un secondo binario sul quale corre l’indagine, cioè capire cosa sia successo durante il periodo trascorso in ospedale da Crea: per questo la procura ha dato mandato alla Mobile di acquisire la cartella clinica del 39enne. E potrebbero anche essere sentiti i medici che lo hanno avuto in cura. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino