Padova. «Sei una pezzente». Autista di bus minaccia passeggera di 25 anni, rischia il processo

Passeggera minacciata dall'autista del bus
PADOVA - È finito nei guai un autista trentenne in servizio a Busitalia, ma dipendente della Rigato Autoservizi. Il pubblico ministero Marco Brusegan, titolare del...

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PADOVA - È finito nei guai un autista trentenne in servizio a Busitalia, ma dipendente della Rigato Autoservizi. Il pubblico ministero Marco Brusegan, titolare del fascicolo, ha chiuso le indagini su Giuseppe Sarnataro accusato di minacce, lesioni e violenza privata contro una passeggera della linea M di 25 anni.

L'episodio risale alle otto del mattino del 3 di maggio. La ragazza da Abano stava raggiungendo Padova, ed era salita a bordo del mezzo pubblico indossando le cuffiette per ascoltare la musica. Si era seduta su un sedile davanti, proprio vicina all'autista. Il conducente entrato nel comune di Padova, senza un apparente motivo, ha arrestato la corsa dell'autobus e alla venticinquenne, assorta nei suoi brani musicali preferiti, ha fatto segno che doveva scendere. La ragazza, sorpresa, non ha capito le intenzioni dell'autista, perchè quella non era la sua destinazione finale. Allora si è levata le cuffiette per sentire le parole del conducente. Il trentenne, molto alterato, ha iniziato a offenderla e a urlare frasi come «A noi gente del Sud ci trattate male». La giovane non ha compreso la ragione di tutto quell'astio contro di lei: era salita sulla linea M e non aveva proferito parola con nessuno tanto meno con quel conducente. Ma Sarnataro, originario di Napoli, le avrebbe gridato in faccia «Sei una pezzente» per poi lanciarle contro una banconota da cinque euro. La ragazza, impaurita, per difendersi ha estratto dalla tasca dei pantaloni il telefono cellulare e ha filmato l'autista mentre la minacciava. Il trentenne allora si sarebbe alzato dal posto di guida e avrebbe strappato dalle mani della viaggiatrice lo smartphone gettandolo a terra. Un paio di passeggeri gli ha intimato di bloccarsi, mentre la venticinquenne è tornata in possesso del suo telefono cellulare e ha chiamato il 113. In pochi minuti una pattuglia della Sezione volanti della polizia ha raggiunto il bus della linea M, ancora fermo sulla strada. Gli agenti hanno identificato il conducente e hanno ascoltato la sua versione dei fatti. In un secondo momento hanno sentito la ragazza e i due testimoni. La venticinquenne è stata costretta a sottoporsi alle cure dei medici del pronto soccorso, da dove è stata dimessa con una prognosi di tre giorni per una contusione a un polso. Ora l'autista rischia di finire a processo. 

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Il Gazzettino