Dalla Russia torna il piastrino del milite disperso Felice Zanin

«Vi ringrazio di cuore. Grazie Alpini, grazie». Queste sono le parole pronunciate, con la voce rotta dall’emozione, da Delfina Zanin appena riabbracciato suo padre, Felice Zanin, disperso in Russia. Un abbraccio simbolico perché si tratta del piastrino che l’alpino di Farra di Feltre aveva con sè durante la Campagna di Russia da dove non tornò mai più. Per una bambina di pochi anni che vede partire il padre per poi non saperne più nulla quel piastrino riporta alla mente il calore e l’amore di un padre per la propria figlia. Nella tarda mattinata di ieri, nella chiesa di Farra, sono state molte le emozioni che hanno coinvolto i presenti durante la cerimonia religiosa per il 60° anniversario della nascita del Gruppo alpini Farra. 
LA STORIA
Una vita trascorsa in guerra quella dell’alpino Felice Zanin, che il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin, ha ripercorsa: «Era un soldato di leva del 1914 che aveva ottenuto il congedo illimitato nel 1934. Il 5 aprile 1934 è stato richiamato alle armi con il 7. Reggimento alpini, Battaglione Feltre e nel gennaio del 1936 partecipa alle operazioni di guerra in Eritrea. Nel 1937 ritorna in Italia dove ottiene ancora il congedo illimitato, ma viene richiamato il 2 settembre 1939 e nel giugno del 1940 viene mandato alla frontiera alpina occidentale (Francia) con il Battaglione alpini Val Cismon. Nel 1941 è sul fronte greco-albanese da cui torna nel 1942. Il 15 agosto 1942 parte per il fronte orientale della Russia e viene dichiarato disperso nel fatto di guerra di Popovka il 21 gennaio del 1943». La voce del primo cittadino è carica di emozione: «Ora possiamo dire che l’alpino Zanin Felice, dopo 75 anni, è ritornato a casa».
LA CERIMONIA
A quelle del sindaco si aggiungono le parole del vice presidente della sezione Ana di Feltre, Carlo Balestra: «La Campagna di Russia ha lasciato un segno indelebile nelle famiglie, un dramma forte sentito dalla gente. Spero per Delfina che il piastrino sia veramente una consolazione». Non sono mancati gli Onori ai Caduti nei tre monumenti di Farra. La cerimonia per i sessant’anni del Gruppo alpini Farra, che ha come capogruppo Paolo Gris, è stata aperta da una serata di canti, musiche e racconti alpini che si è tenuta sabato sera ed è proseguita nella giornata di ieri con la messa officiata da don Virginio De Martin che ha così salutato il gruppo di penne nere: «Nel tempo ha sempre mantenuto lo stesso spirito di collaborazione e di insegnamento. La comunità di Farra vuole dire grazie a un gruppo che agli esordi non sapeva dove sarebbe potuto arrivare, ma che con gli anni ha mantenuto fede agli impegni delle partenza evolvendosi e crescendo. Un gruppo che sa cos’è la solidarietà». La parte ufficiale è stata chiusa dal passaggio di un aereo con il tricolore e non poteva mancare il rancio alpino al termine della parte ufficiale.
 

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