Mestre. «Digli che parla troppo» poi il colpo di pistola verso il condominio: terrore in strada

«Digli che parla troppo» poi il colpo di pistola verso il condominio: terrore in strada
MESTRE - Uno sparo. Questa la segnalazione arrivata alle forze dell'ordine. Esploso con una scacciacani calibro 9. Riscontro, quest'ultimo, arrivato dal ritrovamento a...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

MESTRE - Uno sparo. Questa la segnalazione arrivata alle forze dell'ordine. Esploso con una scacciacani calibro 9. Riscontro, quest'ultimo, arrivato dal ritrovamento a terra di un bossolo rilasciato appunto da questo tipo di arma.


Un atto intimidatorio in piena regola, l'ipotesi che sembrerebbe prevalere su tutte. Ma non si scarta nemmeno uno scherzo di cattivo cattivissimo gusto. L'allarme è scattato attorno alla mezzanotte fra martedì e mercoledì in quartiere Piave. E precisamente in via Monte Nero. A telefonare piuttosto agitato al 113 è stato un residente. Da quanto ricostruito, qualcuno avrebbe raccontato di essere stato avvicinato da due cinesi che stavano cercando informazioni su un inquilino di un certo condominio.

L'IDENTIKIT

In particolare avrebbero voluto sapere se effettivamente il tizio abitasse in uno degli appartamenti che sono nelle vicinanze del Parco Piraghetto. Ci sarebbe anche la descrizione dei due orientali: uno con i capelli un po' più lunghi e l'altro che indossava una mascherina chirurgica, entrambi scesi da un furgone di colore nero.
Sembravano inoffensivi. Poi quel colpo secco dal rumore inconfondibile. Secondo alcuni testimoni i due avrebbero puntato l'arma in direzione del palazzo della persona che volevano trovare e avrebbero anche pronunciato la frase «Digli che parla troppo».

L'OBIETTIVO

Chi era il loro obiettivo? Perché una tale dimostrazione muscolare seppur con un'arma giocattolo?
Le indagini sono in corso e dovranno accertare pure la genuinità delle dichiarazioni di chi attesta di aver assistito all'intera scena.
L'episodio come detto è avvenuto in una delle zone più presidiate della città, di continuo alla ribalta della cronaca per fatti riconducibili in gran parte allo spaccio e al consumo di droga: aggressioni fra pusher, scippi e rapine per strada, furti in casa e nei negozi, risse per strada, e degrado urbano legato ai comportamenti indecenti di diversi assuntori abituali.


Anche nella riunione di ieri, il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in prefettura a Venezia, si è occupato di quartiere Piave, rafforzando il presidio già in atto con il coordinamento di tutte le forze di polizia anche con il contributo dei militari di "strade sicure". Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino