Mense, cooperative in crisi: la Rodari chiude dopo 40 anni

Cavallin: «Non sanno come chiudere il bilancio». A Volpago la Maccagnan ha ridotto il servizio, a Nervesa resiste la Don Gnocchi

Mense, cooperative in crisi: la Rodari chiude dopo 40 anni
GIAVERA DEL MONTELLO - Dopo quasi quarant’anni chiude a Giavera la mensa Rodari. Era nata nel 1985 dalla sinergia fra un gruppo di genitori e l’amministrazione e...

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GIAVERA DEL MONTELLO - Dopo quasi quarant’anni chiude a Giavera la mensa Rodari. Era nata nel 1985 dalla sinergia fra un gruppo di genitori e l’amministrazione e per decenni ha servito i pasti agli alunni delle scuole del comune montelliano e non solo, ma anche ad altre realtà, come gli anziani. Da quest’anno, però, l’associazione chiude i battenti: i pasti saranno garantiti solo fino al 30 giugno. Una decisione sofferta, che a Giavera sta suscitando polemiche, ma che in realtà appare espressione di una situazione di cambiamento che sta incidendo anche su varie realtà analoghe: da Volpago a Nervesa.


LA SCELTA
«La scelta della nostra mensa è economica - dice il sindaco Maurizio Cavallin - Non sanno come chiuderanno il bilancio e hanno deciso di smettere. Sono sempre meno le scuole che effettuano il tempo prolungato, sempre meno gli asili privati che ricorrono alle cooperative. I Comuni sono costretti ad effettuare il bando pubblico e in tale contesto le cooperative o non possono concorrere o non sono concorrenziali rispetto a chi produce su vasta scala. La nostra mensa serviva anche Povegliano ma da quest’anno il Comune, con la scadenza della convenzione, è dovuto andare in gara e lo stesso faremo noi. La scelta della Rodari, che capisco, mi amareggia: nell’85 l’ho costituita io e ora la vedo morire nel mio ultimo anno di mandato. Tali realtà andrebbero aiutate maggiormente, ma come Comuni abbiamo le mani legate. Quando la presidentessa, Lucia Massolin, mi ha comunicato la scelta, piangeva. Del resto è indubbio che andiamo tutti verso il peggio. La funzione di tale mensa era anche sociale sia verso i bambini sia verso gli anziani. Solo nell’ultimo anno, però, il prezzo era aumentato di un euro e 20».


LE CRITICHE
Fra le file dell’opposizione, però, infuria la polemica. «È con immenso dispiacere -si legge in una nota dei gruppi d’opposizione, Lega e Giavera Punto e a capo - che apprendiamo la decisione di chiusura dell’attività dell’associazione Mensa Rodari. Era nata su iniziativa congiunta di genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e Comune di Giavera in risposta all’esigenza di migliorare il servizio di refezione scolastica. L’associazione è cresciuta nel tempo, tanto che nel 1999 ha coinvolto anche i genitori dei bambini e ragazzi di altri comuni. A partire dal Covid si sono verificate delle complicazioni nella gestione. Sino alla decisione finale di questi giorni. Proprio nell’ultimo consiglio comunale ci siamo opposti alla decisione dell’amministrazione di Giavera di non rinnovare l’ulteriore contributo di circa 30mila euro all’associazione stessa, con la conseguenza di dover aumentare il costo dei buoni pasto a carico delle famiglie. “Basta rinunciare ad un pizza”, ci è stato risposto. Ora, invece, dobbiamo rinunciare ad un pezzo di storia. Come è successo per la Scuola di Santi Angeli. Come è successo per il trasporto scolastico. Vogliamo esprimere tutta la nostra gratitudine e la massima solidarietà ai genitori che hanno svolto finora un eccellente lavoro di attenzione, di qualità, di progettazione, augurandoci che si possa rinnovare la collaborazione in futuro».


LO SCENARIO


A Volpago, una realtà analoga, la mensa Maccagnan, continua invece la propria attività, con asili e ditte private, ma due anni fa ha perso la fetta più importante di attività: il servizio alle scuole pubbliche del comune. La necessità di indire la gara d’appalto, cui la Maccagnan non ha potuto concorrere, ha portato ad aggiudicare il servizio alla Dussmann, come in molti altrui centri della provincia. E a Nervesa? Attualmente, il servizio è fornito dall’associazione Don Gnocchi, ma anche qui si prevede l’indizione di una gara d’appalto per la gestione del servizio. E bisognerà vedere come andrà. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino