Terrorista arrestato oggi: chi è e di cosa è accusato e perche è passato da Veneto e Friuli. Tutte le ultime notizie Video

Fermato al Cpr di Gradisca. Il suo obiettivo era raggiungere il Nord Europa. Monitorato per un mese

Terrorista arrestato oggi a Venezia: chi è e di cosa è accusato. Tutte le ultime notizie

VENEZIA/GORIZIA - Il membro di una cellula terroristica legata all'Isis, accusato anche di atti di terrorismo e con un mandato di cattura internazionale che gli pendeva sulla testa è stato arrestato oggi, giovedì 2 dicembre. Il cittadino tunisino F.R. è stato arrestato mentre si trovava al Cpr di Gradisca d'Isonzo (Gorizia). Si tratta di un giovane affiliato ad una cellula di Daesh attiva in Tunisia, impegnata in progettualità ostili da compiere con ordigni esplosivi. In Italia il 25enne non ha compiuto alcuna attività per organizzare attentati o attacchi di alcun genere.

Terrorista arrestato: chi è e cosa è successo

La Polizia di Stato di Venezia ha tratto in arresto un cittadino tunisino di 25 anni, raggiunto da un mandato di cattura internazionale ai fini estradizionali emesso dal Tribunale di Tunisi per “partecipazione ad associazione terroristica e atti di terrorismo”. L’arresto è stato eseguito dai poliziotti della Digos di Venezia e Gorizia, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Si tratta di un tunisino appartenente ad una cellula dell'Isis. Dopo la convalida dell’arresto da parte della Procura Generale presso la Corte di Appello di Trieste, lo straniero è ora in attesa della decisione sull’estradizione. 

Arrestato nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Gorizia

Il Questore Paolo Gropuzzo ha dichiarato: «Il soggetto era ospitato al Centro di Permanenza per il Rimpatrio in attesa di essere coattivamente fatto rimpatriare alla sua originaria destinazione - ha spiegato -: era una sorta di congelamento in una situazione che gli imponeva di non potersi muovere liberamente. Si è poi, invece, giunti a questa richiesta di cattura internazionale effettuata dai tunisini e agli sviluppi dell'indagine veneziana. L'uomo era costantemente attenzionato e trattenuto in modo che non potesse essere minimamente pericoloso».

Il legame con Venezia

Al rintraccio del tunisino in Italia si era giunti all’esito di una complessa attività investigativa che, ricostruendo l’itinerario seguito dopo la sua partenza dalla Tunisia, aveva rapidamente consentito di individuarlo nella provincia di Venezia, località raggiunta dopo essere sbarcato a Lampedusa il 16 Settembre scorso con un nome diverso.

Sotto osservazione per un mese e mezzo. Voleva andare in Nord Europa

Era sbarcato a Lampedusa con una falsa identità a fine agosto il 25enne tunisino. Dalla Sicilia, dopo il periodo di quarantena, era stato trasferito in un centro di accoglienza in provincia di Venezia, dove è stato monitorato dalla Digos per circa un mese e mezzo, perché fortemente sospettato di far parte di un'associazione terroristica, e per aver compiuto atti di terrorismo. La conferma che si trattasse di un affiliato a Daesh, attiva in Tunisia e impegnata in attentati con ordigni esplosivi, è arrivata tramite l'identificazione con impronte digitali. Il 25enne, che aveva l'obiettivo di raggiungere il Nord Europa attraverso l'Italia, è stato quindi trasferito al Centro di permanenza friulano, in attesa di essere espulso perché considerato «soggetto pericoloso». Successivamente, il 23 novembre le autorità tunisine hanno emesso un mandato di arresto internazionale, e il giovane è stato ristretto in carcere a Gorizia, in attesa di trasferimento.

Matteo Salvini: «Controllare tutti i Cpr»

«La Lega presenterà una interrogazione urgente al ministro Luciana Lamorgese sul caso del tunisino appartenente a una cellula dell'Isis e arrestato mentre si trovava al Cpr di Gradisca d'Isonzo in provincia di Gorizia. La notizia è gravissima, chiediamo controlli su tutti gli attuali ospiti dei centri italiani». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini.

 

 

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