Padova. Infermiere tenta di violentare una tirocinante in ospedale: lei si nasconde e chiama il padre chiedendo aiuto

Parole pesanti, palpeggiamenti e infine l'uomo avrebbe cercato di costringere la donna ad avere un rapporto sessuale completo

Infermiere violenta tirocinante
PADOVA - Un approccio pesantissimo, inequivocabile. Scattato nel cuore della notte, lontano dagli occhi dei colleghi. Una violenza sessuale consumata in corsia, nel reparto...

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PADOVA - Un approccio pesantissimo, inequivocabile. Scattato nel cuore della notte, lontano dagli occhi dei colleghi. Una violenza sessuale consumata in corsia, nel reparto dell’ospedale di Padova dove vittima e aggressore stavano entrambi lavorando. Lei, una tirocinante, è riuscita a ripararsi in uno stanzino e a chiedere aiuto. Lui, dopo l’intervento d’urgenza dei carabinieri, è finito in carcere in stato di fermo.

L'aggressione sessuale durante il turno di notte

I fatti sono avvenuti attorno alle 4 di ieri all’interno del complesso ospedaliero di via Giustiniani, la sede centrale dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, dove si sono precipitati i militari del Nucleo radiomobile dell’Arma padovana. A chiamarli risulta sia stato un uomo, il padre della vittima. A lui la figlia, in piena notte, avrebbe telefonato in lacrime e sconvolta, raccontando sommariamente di essere stata aggredita sessualmente da un collega e chiedendo di chiamare le forze dell’ordine. A quanto finora ricostruito dagli inquirenti il violentatore, un infermiere dipendente da tempo dell’ospedale, avrebbe approcciato la giovane tirocinante mentre entrambi erano impegnati nel turno di notte, approfittando di alcuni istanti durante i quali non erano presenti altre persone. Un vero e proprio assalto, nel quale pesanti apprezzamenti verbali si sono uniti a un’aggressione fisica. La ragazza sarebbe stata palpeggiata ripetutamente e l’uomo avrebbe anche cercato di spingerla a terra e costringerla a un rapporto sessuale. Momenti interminabili e terrificanti, durante i quali lei non avrebbe mai smesso di divincolarsi dalla presa dell’assalitore, scacciandolo in modo categorico. Quando è riuscita a sfuggirgli, sarebbe corsa in un piccolo vano di servizio, dal quale risulta abbia poi lanciato l’allarme.

L'intervento dei carabinieri: l'uomo è in carcere

Pochi minuti e in reparto sono piombati i carabinieri. A quel punto è stato il caos. L’infermiere, indicato dalla presunta vittima come l’aggressore, è stato immediatamente bloccato, mentre alla ragazza veniva data assistenza per aiutarla a riprendersi dallo choc. Raccolte le prime testimonianze, a fronte dell’estrema gravità delle accuse, del fatto è stato informato anche il pubblico ministero di turno che ha disposto la carcerazione dell’uomo. L’infermiere è quindi stato preso in custodia e trasferito nel carcere Due Palazzi, dove si trova da ieri mattina. Vi resterà almeno fino a domani, quando il pubblico ministero chiederà nei suoi confronti la convalida dell’arresto. L’accusa che gli viene mossa è pesantissima: violenza sessuale. Oltre alle parole della presunta vittima, potrebbero rivelarsi importanti anche quelle delle altre persone che erano presenti in reparto al momento delle molestie, anche se nessuno vi avrebbe assistito direttamente. La vicenda è ora seguita con il massimo scrupolo investigativo proprio per ricostruire nei dettagli quanto accaduto. Al vaglio sono poi anche eventuali episodi e comportamenti della stessa natura da parte dell’infermiere, per appurare se in passato avesse mai manifestato atteggiamenti molesti nei confronti di altre donne. La direzione dell’Azienda ospedaliera ieri è stata informata dell’accaduto e, in attesa di ottenere maggiori dettagli, fa sapere di aver avviato nei confronti del dipendente i provvedimenti disciplinari del caso.

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Il Gazzettino