Dolore al petto, l'autista del bus chiama il 118: «Sto male, ma non posso fermarmi altrimenti mi licenziano». Scattano i controlli

Dolore al petto, l'autista del bus chiama il 118
TREVISO - «L'azienda farà tutti gli accertamenti necessari prima di farlo tornare alla guida di un autobus. È chiaro che come Mom chiediamo garanzie...

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TREVISO - «L'azienda farà tutti gli accertamenti necessari prima di farlo tornare alla guida di un autobus. È chiaro che come Mom chiediamo garanzie sull'idoneità psico-fisica degli autisti. Ma stiamo parlando di una società seria e di grande esperienza». Giacomo Colladon, presidente di Mom, mette le mani avanti dopo quanto accaduto nel tardo pomeriggio di giovedì. Poco dopo le 18 un autista della Rigato Autoservizi di Padova che era alla guida dell'autobus Mom sulla linea 11 tra Treviso e Paese ha chiamato il 118 per un dolore al petto.


LA RICHIESTA D'AIUTO
«Sto male, ma non posso fermarmi altrimenti mi licenziano», ha detto il dipendente dell'azienda padovana che copre alcune tratte del trasporto pubblico trevigiano in sub-affidamento per conto di Mom. Poi ha riattaccato. Di seguito ha riposto una volta al 118 che aveva provato a richiamarlo, a quanto pare stavolta dicendo di essere solo un passeggero dell'autobus. E poi non ha proprio più risposto agli altri tentativi da parte della centrale operativa del Suem di rimettersi in contatto con lui. Dopo la verifica che effettivamente si trattava di un autista, l'allarme è scattato immediatamente. Sapere che un uomo che non si sentiva bene era alla guida di un autobus con delle persone a bordo ha fatto temere il peggio. Tanto più che il dolore al petto ha fatto subito correre il pensiero a un possibile infarto. Alla fine il bus, che nel frattempo aveva fatto scendere i 6 passeggeri, è stato inseguito e fermato in via Pravato a Paese da tre pattuglie dei carabinieri, una delle quali si è messa di traverso davanti al mezzo. «Avevo solo voluto chiedere un consiglio al 118 per un dolore al petto è quanto riferito dall'autista in questione non mi aspettavo di certo di veder arrivare le pattuglie. Mi hanno chiesto cosa avessi avuto e io ho risposto che avevo solamente cercato delle informazioni». Sul posto è giunta anche l'ambulanza. E i militari hanno convinto l'uomo a lasciare la guida dell'autobus a un collega e ad andare al pronto soccorso di Treviso. C'è voluto qualche minuto. Il conducente all'inizio non voleva lasciare il mezzo perché a suo dire non aveva nulla di grave. Solo un po' di tensione, dovuta magari anche a un precedente battibecco con uno dei suoi responsabili. Dopotutto l'uomo non solo aveva portato a termine il giro della linea 11 da Treviso a Paese ma aveva cominciato anche il viaggio di ritorno, ripartendo proprio dal capolinea di Paese. In ospedale è emerso solo un lieve malore, confermato dalla pressione sanguigna risultata elevata. Qui in serata è stato raggiunto dall'anziana madre. E verso l'una di notte l'uomo ha potuto far ritorno a casa, senza dover fare altri esami e senza particolari prescrizioni.


L'AZIENDA
Ora Mom vuole delle garanzie. Ma senza calcare la mano. «L'autista si è agitato a causa del malore. E davanti a situazioni del genere ogni persona più reagire in modo diverso dice Colladon si è agitato. Avrebbe potuto seguire una procedura differente, chiamando la nostra sala di controllo esercizio. Ma non ha perso la testa e di certo non ha fatto niente di grave». Qualcuno ipotizza che lo stress legato al turni di lavoro possa aver giocato un brutto scherzo all'autista. Da quanto si apprende, però, era rientrato in servizio solo da due settimane. Giovedì aveva iniziato a guidare alle 13.45. Alle 16.10 aveva fatto 13 minuti di pausa al capolinea. E alle 18.10 aveva un altro quarto d'ora in pausa. «L'autista in servizio sulla linea 11 ha accusato un malore e ha chiamato il 118. Gli operatori in servizio al numero di emergenza hanno preso in carico la chiamata e gestito la situazione, chiedendo l'intervento dei carabinieri. La sala controllo esercizio di Mom ha fornito il suo supporto. E l'autista è stato quindi portato al Ca' Foncello per gli opportuni controlli tira le fila Colladon tutto si è svolto nella massima sicurezza. Senza mai mettere in pericolo i passeggeri del mezzo, che sono stati fatti scendere in sicurezza alla fermata».

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