Tragedia di Conegliano. Cugine travolte e uccise in A28 dal pirata: «Traykov non ha risarcito, conti da sequestrare»

Sara Rizzotto e Jessica Fragasso, le cugine morte nell'incidente in A28
​CONEGLIANO (TREVISO) - Inchiodato alle sue responsabilità in sede penale, l’imprenditore bulgaro Dimitre Traykov non ha ancora pagato un solo euro di risarcimento....

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​CONEGLIANO (TREVISO) - Inchiodato alle sue responsabilità in sede penale, l’imprenditore bulgaro Dimitre Traykov non ha ancora pagato un solo euro di risarcimento. «Pignorate i conti che il 61enne ha aperto in Italia». È questa l’ultima istanza presentata pochi giorni prima della fine dell’anno davanti al Tribunale dal legale della famiglia Rizzotto, Alessandra Nava. La Cassazione ha confermato, venerdì, la condanna a 7 anni di reclusione per omicidio stradale con fuga e lesioni in seguito all’incidente in A28 costato la vita a Sara Rizzotto, 26enne di Conegliano e alla cugina Jessica Fragasso 20enne di Mareno di Piave. Ma l’assicurazione di Traykov, l’Adriatic che ha sede in Bulgaria, contesta le cifre previste dalle tabelle dei risarcimenti nel caso della morte di un congiunto. E mentre i familiari di Jessica Fragasso sono stati totalmente risarciti, i familiari di Sara Rizzotto stanno ancora combattendo, assistiti dall’avvocato Nava, un’altra lunga battaglia. Che si somma a quella penale, aggiungendo sofferenze a sofferenze. 


LA BATTAGLIA
L’avvocato Nava, infatti, di pari passo al giudizio penale, ha già avviato una causa civile e il giudice, nel corso dell’udienza, aveva reso esecutiva una provvisionale di 100mila euro per il padre Luca Rizzotto e 50mila euro per i due nonni conviventi. Una cifra che non è mai stata pagata, nonostante l’ordine del giudice. Così la Nava, ha presentato istanza in Tribunale perchè vengano escussi i conti correnti bancari aperti in istituti di credito italiani dall’imprenditore bulgaro. Una mossa per cercare di ottenere almeno una prima tranche di denaro. Anche perchè la famiglia Rizzotto si trova a dover far fronte alle spese legali, anticipandole di tasca propria. «Non deve esserci un padre di serie A e un padre di serie B. Luca Rizzotto ha perso la figlia Sara nell’incidente, così come Alan Fragasso ha perso la figlia Jessica - ricorda l’avvocato Nava - La famiglia Fragasso ha ottenuto il risarcimento e la famiglia Rizzotto invece niente. Però, la partita è uguale e anche la somma finale del risarcimento dovrà esserlo. Faremo tutto il possibile perchè sia così ma, per noi, la strada è ancora lunga». Poi, l’avvocato commenta: «È stata messa la parola fine al processo penale e, almeno su questo fronte, i familiari di Sara sono più sereni. Sanno che chi ha investito la loro figlia è in galera. Resta aperto l’altro fronte».


IL SEQUESTRO
Nel maggio scorso la Corte d’Appello di Trieste aveva posto sotto sequestro conservativo le proprietà in Bulgaria di Traykov. Un appartamento, una casa singola e terreni agricola tra Plovdiv, Parvenets e Pleshevo. Ma è servito a ben poco. «Per intervenire sui beni dell’imprenditore in Bulgaria è necessario far riconoscere il provvedimento assunto dai giudici italiani in Bulgaria. Dobbiamo avviare procedure lunghe e soprattutto costose» conferma l’avvocato. Ecco perchè sta tentando di battere la strada dei conti correnti intestati all’imprenditore in Italia.


LA DIFESA


Intanto, il legale di Dimitre Traykov, Maurizio Mazzarella, sta facendo i conti per diminuire, in più possibile, la permanenza in carcere del suo cliente. «Resterà in galera non più di un anno, poi chiederò l’affidamento in prova. Gli restano da scontare 5 anni e 21 giorni. Presenterò istanza per ottenere il beneficio dello “sconto” che si computa in 45 giorni ogni sei mesi. Quando gli resteranno 4 anni da scontare ci sarà l’affidamento in prova». E conclude: «È stato arrestato la sera stessa della sentenza della Cassazione senza che gli avvocati avessero preso visione del dispositivo. Inaudito». Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino