Roghi boschivi, arrestato il piromane: chi è il 50enne di Sarone che ha appiccato gli incendi nella Pedemontana

Roghi boschivi, arrestato il piromane: chi è il 50enne di Sarone che ha appiccato gli incendi nella Pedemontana
AVIANO - È stato fermato il presunto piromane della Pedemontana. È un cinquantenne di Sarone che ieri mattina i carabinieri del Nucleo operativo di Sacile hanno...

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AVIANO - È stato fermato il presunto piromane della Pedemontana. È un cinquantenne di Sarone che ieri mattina i carabinieri del Nucleo operativo di Sacile hanno bloccato mentre incendiava sterpaglie ai margini di via Monte Cavallo, la strada che da Aviano porta a Piancavallo, alimentando un rogo che ha poi impegnato una ventina di uomini tra pompieri, guardie forestali e volontari della Protezione civile. Il sospettato si chiama Roberto Poletto e ieri mattina ha tentato inutilmente di sottrarsi ai carabinieri. È stato arrestato per resistenza e incendio boschivo. È stato portato nel carcere di Udine, dove attenderà che il sostituto procuratore Marco Faion valuti la sua posizione. A difenderlo, come era già avvenuto in passato, è l'avvocato Andrea Cabibbo, che parla di una «persona molto fragile che, per i suoi problemi comportamentali, spesso si mette nei guai».


LE INDAGINI
Nella Pedemontana - da Caneva ad Aviano - la stagione dei roghi boschivi non è limitata all'ultima settimana, quando ne sono stati appiccati cinque in pochi giorni. Già lo scorso anno, altra stagione di fuochi, le indagini si sono concentrate in una certa direzione. In paese erano in molti a manifestare i propri sospetti, ma nessuno poteva fornire indicazioni precise. I carabinieri della stazione di Caneva, dove si è concentra la maggior parte di episodi, hanno raccolto materiale ed elementi che hanno permesso agli investigatori del Nucleo operativo della Compagnia di Sacile, comandata dal capitano Danilo Passi, di approfondire la situazione e, soprattutto, i movimenti di Poletto. L'uomo, che in passato ha già avuto problemi con la giustizia, sta scontando una pena attraverso l'affidamento in prova ai Servizi sociali. Si tratta di una misura che gli impone alcuni vincoli orari: può uscire di casa soltanto in determinate fasce orarie mattutine e pomeridiane. Sarebbe proprio negli orari in cui può muoversi che sono stati spenti gli incendi boschivi scoppiati nell'ultima settimana. Ieri mattina l'uomo era monitorato ed è stato colto in flagranza di reato ad Aviano.


L'ULTIMO FUOCO


Ieri mattina Poletto è uscito di casa e ha raggiungo la strada che porta al comprensorio sciistico di Piancavallo. È bastato poco per dar fuoco alle sterpaglie, le fiamme a causa della vegetazione molto secca e della brezza si sono subito propagate divorando, in verticale, l'intero costone tra un tratto di strada e quello sottostante. Per fronteggiare l'incendio che stava avanzando verso la montagna i Vigili del fuoco del Comando di Pordenone hanno utilizzato un'autopompa, un'autobotte, un fuoristrada con modulo per l'antincendio boschivo e l'elicottero arrivato dal Reparto volo dei vigili del fuoco di Venezia. A coordinare le operazioni c'era un dos (direttore operazioni di spegnimento). Schierati anche i volontari Aib (antincendio boschivo) della Protezione civile di Aviano, Caneva e Budoia, oltre alle guardie forestali. Poco prima delle 12 la brezza ha rinfocolato le fiamme, subito spente dai pompieri arrivati dal distaccamento di Maniago. Poco dopo, verso le 13.40, alla sala operativa di Pordenone è arrivata una nuova richiesta di intervento per un rogo a Polcenigo, tre focolai al Gorgazzo, estinti dai vigili del fuoco di Maniago. Era un incendio di modeste proporzioni, doloso e non imputabile al sospettato principale, che a quell'ora era in caserma a Sacile. Tra gli investigatori non si esclude la presenza di un qualche emulatore. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino