Figlio di due mamme: la sentenza sarà poco prima di Natale

MEL - 10 dicembre 2018: è la data in cui si deciderà il futuro del piccolo di Mel, figlio di due mamme. Il Tribunale di Belluno ha fissato l'udienza così avanti, perché si attendono le decisioni della Corte di Cassazione su un caso simile: dovrebbero arrivare il 16 novembre. Da una parte le due mamme e il Comune che ha registrato il piccolo con il doppio cognome. Dall'altra la Procura, che su input della Prefettura, ha impugnato l'atto perché ritenuto illegale.
 
IL CASOIl procuratore della Repubblica, Paolo Luca, ha depositato il ricorso il 16 luglio scorso, al Tribunale di Belluno. Si chiede «di dichiarare l'illegittimità della trascrizione nei registri del Comune dell'atto nel quale la donna unita civilmente dichiara di riconoscere come proprio figlio... e l'attribuzione del cognome». Chiede anche «di ordinare la cancellazione dell'atto e delle annotazioni in questione». In cinque pagine il procuratore spiega le ragioni tecniche di questa impugnazione. La coppia di mamme bellunesi era andata all'estero a effettuare la procreazione assistita, perché in Italia avrebbe rischiato multe elevatissime. E proprio su questo si è concentrata la procura: sul fatto che la fecondazione assistita tra persone dello stesso sesso è illegale in Italia. Non solo con la legge sulle unioni civili il legislatore ha escluso volutamente, dopo un ampio dibattito la step child adoption ovvero l'adozione del figlio della parte con cui si è contratto unione civile. «Questo non consente di dubitare della volontà del legislatore al riguardo», dice la Procura.
LA FAMIGLIAÈ proprio il caso delle due mamme: si sono unite civilmente e quando una delle due ha dato alla luce, all'ospedale di Feltre, il piccolo, l'altra lo ha riconosciuto. Il Comune, dopo aver studiato per giorni la questione, predispose due certificati. Nel primo si diede atto che la madre ha messo al mondo il figlio nato da padre sconosciuto. Nel secondo l'altra mamma riconobbe il bimbo e gli ha dato il suo cognome. Il piccolo ha una sua carta di identità con doppio cognome, il codice fiscale: loro sono una famiglia per lo Stato italiano.
LA LEGGEIn realtà, come aveva evidenziato anche l'avvocato delle due mamme, Maurizio Paniz, la legge non c'è: così c'è chi fa in un modo, chi in quello diametralmente opposto. C'è un vero e proprio vuoto normativo. Per la Procura invece c'è chi interpreta la legge in un modo, chi in un altro. La decisione della Cassazione potrebbe fare chiarezza una volta per tutte e dettare l'indirizzo da seguire. È stato chiamato in causa, in casi analoghi anche la Corte Costituzionale, ma anche in questo caso la decisione deve ancora arrivare. A sostegno della due mamme zumellesi però c'è la decisione del Tribunale di Bologna che il 3 luglio che ha ordinato a un comune della provincia emiliana di iscrivere la famiglia di due mamme e una bimba nata nel 2017 al Sant'Orsola.
L'ANGOSCIAIntanto la famiglia vive nell'angoscia di quel 10 dicembre. Le due mamme hanno trascorso una settimana al mare con il piccolo, sapendo però che al loro ritorno ci poteva essere quella data. Quel giorno in cui si deciderà delle loro vite. E ieri è arrivata la doccia fredda, sulla strada del rientro, è arrivata la doccia fredda.
Olivia Bonetti

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