Famiglia sterminata, parla il cognato: «Io sono pulito, torno in Veneto»

CORDIGNANO - Rasim Findo ha rotto il silenzio. Il suo nome era rimbalzato sui media macedoni come possibile sospettato del triplice omicidio che ha posto fine alla vita di Amit Pocesta, della moglie Nazmie e della figlia 14enne Anila. Il cognato di Amit Pocesta ha parlato per chiarire la sua posizione e smentire le notizie circolate nelle primissime fasi dell'indagine. Ha confermato di essere stato ascoltato dalla polizia macedone, ma anche di essere stato già rilasciato. Residente a Cordignano, Rasim Findo è stato contattato telefonicamente a Debar, in Macedonia.

«Non è vero nulla di quello che è stato detto - ha precisato Findo - Sono stato ascoltato dalla polizia ma non sono in fuga. Sono a casa con mia figlia e nei prossimi giorni tornerò in Italia. Una volta terminato il colloquio con la polizia, sono stato rilasciato». Poi è tornato su quello che i media ipotizzano possa essere il  movente del triplice omicidio che ha decimato la famiglia residente a Sacile. «Non c'era un problema legato ai confini - ha spiegato, ma solo un terreno che si doveva dividere». Anche Rasim Findo, come i componenti della famiglia Pocesta che sono stati freddati nel sonno, era arrivato a Debar per partecipare ad un matrimonio. Nelle prime ore dopo la tragedia, ha raccontato a una televisione macedone come il resto del nucleo familiare si è reso conto della morte di Amit, Namzie e Anila. «La sera prima delle nozze - ha spiegato parlando ai microfoni dei media locali - era in programma un ballo tradizionale: Amit, Nazmie e Anila non si sono presentati e ci siamo preoccupati. Poi il giorno dopo abbiamo visto le tre bare uscire dalla loro casa. È successo un fatto bruttissimo - aveva dichiarato poco dopo la scoperta del triplice omicidio - Non ci spieghiamo come sia potuto accadere ad una famiglia rispettata. Non ci sono mai stati battibecchi, è una cosa incomprensibile. Fortunatamente - aveva spiegato Rasim Findo di fronte alla villetta di Debar - le altre due figlie dei coniugi erano in Italia». 
IL FIGLIOA prendere le difese di Rasim Findo è nuovamente anche il figlio Amir, che invece è rimasto a casa sua, a Cordignano. «Mio papà - ha detto a chiare lettere e non riuscendo a nascondere la rabbia per la fuga di notizie sui media macedoni - è stato interrogato dalla polizia del posto com'è accaduto a tutti i vicini di casa, ma le voci che sono circolate sulla sua fuga e sul suo coinvolgimento nell'omicidio sono totalmente infondate. Lui e mio zio (Amit Pocesta, ndr) sono sempre andati d'accordo». Poi Amir Findo rivela un altro dettaglio relativo a un colloquio telefonico avvenuto con il padre. «Ho sentito Rasim, mio papà, poche ore fa - spiegava ieri - e non è affatto ricercato dalla polizia. È libero, si trova a casa in Macedonia ed è pronto a tornare in Italia da me». Sul suo profilo Facebook, Rasim Findo ha espresso tutto il suo cordoglio per la scomparsa di Amit Pocesta, della moglie e della 14enne Anila. Poi però ha fornito anche una sua versione dei fatti sull'accaduto. «Al momento - ha concluso - sappiamo poco su quello che è accaduto. Si pensa alla possibilità che a uccidere i nostri familiari sia stato un killer pagato». Ma dopo le parole pronunciate da Rasim Findo si è tornati nel campo delle ipotesi pure. Intanto le due figlie di Amit e Nazmie che hanno raggiunto la Macedonia per i funerali dei genitori e della sorellina, sono pronte a rientrare in Italia. In Macedonia è già avvenuta la sepoltura delle salme secondo il rito musulmano, mentre a Sacile proseguono la commozione e il cordoglio per la scomparsa di una famiglia ben voluta e rispettata da tutto il quartiere Cornadella. 

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