Svolta nel caso di Fabrizio Pozzobon: «È stato rapito dai miliziani jihadisti»

TREVISO - Svolta nel caso di Fabrizio Pozzobon, l'imprenditore di Castelfranco Veneto sparito dal dicembre 2106: le sue ultime tracce sono una telefonata fatta il giorno 26 dalla Siria, poi più nulla. Anche se il cellulare dal quale per sei giorni aveva inviato messaggi e foto è rimasto attivo. Oggi la svolta. Saged Sayed Fayek Shebl Ahmed, il foreign fighter colpito da una ordinanza di custodia cautelare in carcere per terrorismo internazionale, ancora in Medio Oriente, sarebbe stato il suo interprete.

E proprio dai racconti contenuti negli atti della procura di Milano si evince che Pozzobon sia stato rapito. Sayed, il padre, riferisce, si legge nella ordinanza, che il figlio Saged «gli avrebbe raccontato che l'italiano avrebbe raggiunto i territori siriani verso la fine del mese di dicembre 2016, con l'intento di arruolarsi nelle truppe Jihadiste ribelli al regime di Bashar al Assad e che miliziani lo avrebbero rintracciato in un villaggio ubicato in una zona non meglio definita della Siria, posta al confine con la Turchia e trattenuto contro la sua volontà dopo averlo condotto in un luogo montuoso non meglio definito perché ritenuto una spia o comunque per poterlo eventualmente utilizzare nella mediazione di scambio di prigionieri con le truppe governative siriane o per chiedere un riscatto alle autorità italiane. Nelle occasioni in cui veniva utilizzato come interprete - si legge ancora negli atti - veniva condotto sul posto incappucciato al fine di impedirgli di individuare il tragitto che veniva percorso effettuando diversi cambi di auto».

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