Il pm: «Claudio ha confessato». Per l'ex sindaco chiede 5 mesi

PADOVA - «Luca Claudio si è presentato in aula in questo processo, ha deciso di metterci la faccia anche davanti a chi lo accusava. Ha ammesso di aver preso dei soldi ed è un fatto molto grave, ma per una persona con un'indole orgogliosa come la sua, ammettere è stato un gesto di grande umiltà». Parla così il pm Federica Baccaglini nel chiudere la sua requisitoria e chiedere la condanna a 5 mesi e 15 giorni dell'ex imperatore delle Terme, di nuovo alla sbarra per una tangente da 280 mila euro (mai intascata, perché Claudio era stato arrestato prima) con cui assegnare la gara da 2,8 milioni di euro vinta dalla Pistorello per la bonifica dell'ex discarica di via Guazzi a Giarre. Accusa che gli era costata una seconda ordinanza di custodia cautelare a novembre 2016, notificata mentre Claudio era in carcere per il primo filone della Tangentopoli delle Terme. Una condanna, quella invocata ieri dal pm, che deve arrivare in continuazione proprio con il troncone madre dell'incartamento, che aveva portato Claudio a patteggiare in via definitiva a 3 anni e 11 mesi. 

INTERCETTAZIONE «In una intercettazione dell'aprile 2016 sono state le parole dell'accusa una dipendente del Comune, raccontando della vittoria di Pistorello nella gara per la discarica di Giarre, dice Adesso Luca mi lascia stare, segno dell'interesse che Claudio aveva in merito alla vittoria di Pistorello, che si era aggiudicato un appalto da 2,8 milioni di euro per mezzo centesimo. Ci sono infatti continui contatti tra lui e Claudio in quei giorni e nessuno tra il sindaco di Abano e gli altri partecipanti alla gara». Ma è a fine della richiesta che il pm concede all'ex sindaco l'onore delle armi. «Claudio è uno dei pochi casi di chi entra in carcere per una custodia cautelare e ci rimane moltissimo ha ammesso Non ha mai tenuto comportamenti scorretti, salvo fare dichiarazioni una volta uscito ai domiciliari. Da lì è tornato in carcere e ha chiesto di parlare con me: ha ammesso mostrando per la prima volta totale resipiscenza. È un progresso che gli va riconosciuto». Parole che Claudio, in giacca e cravatta, ha ascoltato in aula. «Siamo sorpresi dalle parole del pm ha commentato a fine udienza l'avvocato Ferdinando Bonon che ha capito le situazioni che si sono create nel tempo e le ha valutate in maniera positiva». Il 5 ottobre, parola alla difesa. Poi la sentenza. 
 

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