Rive minacciate da una giungla: l'ex Dogana sprofonda nel degrado /Foto

TREVISO - La via è piccolina, ma circondata dal verde. Troppo verde. In via dello Storga i residenti, ormai da qualche anno, convivono con l'incuria e il degrado in cui sono sprofondate le sponde del corso d'acqua nel tratto che attraversa e costeggia l'ex Dogana, nella zona del porto di Fiera.

Le segnalazioni a Comune e Genio Civile si sprecano. Le sponde sono diventate un intrico di alberi cresciuti troppo, anche oltre dieci metri, di rami lunghissimi che s'intrecciano e rischiano di cadere da un momento all'altro minacciando sia via dello Storga che via Borin.


Dalle finestre delle case che si affacciano sulle sponde si vede un muro verde. I rami si protendono sull'acqua, in alcuni casi sulla via. Il timore dei residenti è che un temporale qualsiasi possa provocare guai a non finire. Servirebbe un robusto intervento di potatura, ma è complicato farlo non tanto per questioni tecniche, ma meramente burocratiche.

 
I NODILa gestione delle sponde spetta al Genio Civile, ma gli alberi si trovano quasi tutti all'interno dell'area dell'ex Dogana, di proprietà di un'immobiliare padovana, mentre tutta la zona è compresa nel territorio del Parco del Sile. Un vero e proprio inghippo a livello di burocrazia e competenze. La difficoltà pare insuperabile: il Genio per intervenire ha bisogno dell'autorizzazione del Parco, ma non può agire senza avvisare i proprietari del terreno. Poco tempo fa i responsabili del Genio hanno scritto una lettera proprio alla proprietà chiedendo di aprire i cancelli per consentire le potature diventate più che urgenti. I residenti, ormai, sono sconfortati. La situazione si trascina da qualche anno: il degrado si sta mangiando progressivamente tutta l'area. Da Ca' Sugana hanno provato a calmare gli animi dicendo che era imminente un piano di recupero, ma non si è mai mosso niente e i piani annunciati sono regolarmente scomparsi dall'orizzonte.
PRIMI TAGLIDurante la campagna elettorale Giorgio Pavan, candidato con la Lista Zaia/Gentilini, si è interessato del caso riuscendo a venire a capo delle competenze. I residenti però attendono ancora un intervento risolutivo. Al momento il Genio Civile ha potato alcune ramaglie portando alla luce, proprio su un piccolo ponte presente in zona, un cartello di divieto di sosta dato per disperso da tempo. Ha anche spedito un'altra lettera ai proprietari rimarcando le condizioni in cui versa l'area.
ALL'INTERNOE se l'incuria del verde spaventa, lo stato degli edifici preoccupa. Premesso che tutta la zona è chiusa da un cancello, che la proprietà è privata con il divieto di accesso ben specificato, da fuori tutti notano che una parte della struttura dell'antico Mulino sia crollata mentre il resto non pare in condizioni migliori. Il timore è che un ulteriore crollo ostruisca le due bocche dentro cui s'infila lo Storga: in questo caso la paura è che l'acqua, non trovando più uno sfogo, possa tracimare. Senza contare le presenze notturne di sbandati che, ignorando tutti i divieti, andrebbero invece a dormire dentro gli ex magazzini.
COMPETENZEIl caso è noto anche Nicola Torresan, consigliere comunale ed ex presidente del Parco del Sile: «In quella zona il Parco non ha nessuno proprietà, ma applica solo i vincoli ambientali. Chi deve tenere in ordine l'area sono i proprietari, mentre il Genio Civile si occupa di alveo del fiume e delle sponde. Se poi l'incuria riguarda gli affluenti del Sile, la competenza passa ai vari consorzi di bacino».

Leggi l'articolo completo su Il Gazzettino.it
Outbrain