Del Vecchio & C, supercordata per rilanciare l'ex Ideal Standard

Del Vecchio & C, supercordata per rilanciare l'ex Ideal Standard
BELLUNO -  Il rilancio dello stabilimento Ideal Standard di Trichiana (Belluno) è affidato a una cordata di imprenditori veneti che vogliono rilanciare il marchio...

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BELLUNO -  Il rilancio dello stabilimento Ideal Standard di Trichiana (Belluno) è affidato a una cordata di imprenditori veneti che vogliono rilanciare il marchio Ceramica Dolomite. È questa la proposta che la Regione Veneto e i sindacati hanno deciso di approfondire nelle prossime tre settimane. Se l'operazione andrà in porto l'attività produttiva è pronta a ripartire tra aprile e maggio. Il progetto è stato presentato da Banca Finint (fondata da Enrico Marchi, presidente di Save), e prevede la partecipazione di Banca Finint stessa e di un pool di imprenditori di altissimo profilo: Leonardo Del Vecchio, con la holding di famiglia Delfin, Luigi Rossi Luciani, con la holding Luigi Rossi Luciani sapa e Bruno Zago (Pro-Gest) e di un partner istituzionale come Invitalia che interverrà attraverso il Fondo di salvaguardia.


L'INCONTRO
Ieri si è tenuto un nuovo incontro del tavolo regionale di monitoraggio relativo al percorso di reindustrializzazione del sito Ideal Standard di Trichiana di Borgo Valbelluna (Belluno). All'incontro, presieduto dall'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan con l'Unità di crisi regionale, hanno partecipato i rappresentanti di Ideal Standard, l'advisor Sernet spa, le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei lavoratori e il Mise. Dopo l'addio della Ideal Standard, che ha deciso di delocalizzare la produzione e chiudere il sito produttivo bellunese, si erano aperte le procedure per la vendita dello stabilimento ma anche del marchio Ceramica Dolomite. Entro metà gennaio sono state tre le offerte vincolanti arrivate all'advisor per l'acquisizione del sito. In queste settimane, il tavolo regionale ha ampiamente approfondito le proposte, fino a valutare l'opportunità di concedere un periodo di negoziazione in via esclusiva per tre settimane, al Progetto C. D. dei quattro imprenditori veneti. Le tre settimane serviranno, nello specifico, per approfondire gli aspetti di ordine operativo (produzioni e ripresa delle attività), sindacale (modalità di passaggio dei lavoratori e accordi col subentrante) e legale (eventuale modalità di cessione, garanzie e tutele.


L'OBIETTIVO

Come spiega Enrico Marchi patron di Banca Finint, «il nostro obiettivo è quello di rilanciare il territorio e farlo crescere; crediamo che il marchio Ceramica Dolomite sia ancora vivo e abbia grandi potenzialità. Ma serve mettere in campo qualità, originalità e creatività. Faremo anche investimenti sul sito». Complessivamente l'investimento iniziale ammonta a 15 milioni di euro, di cui il 40% sarà garantito da Invitalia. A livello occupazionale Marchi spiega che «assorbiremo oltre 330 persone e ne assumeremo di nuove che occuperanno i quadri dirigenziali. Vogliamo che questo sito diventi una vera e propria azienda, con manager e personale che ne gestisca le sorti». Per quanto riguarda i circa cento esuberi previsti, si cercherà un modo per ridurre al massimo l'impatto sul territorio.


LE REAZIONI

«Il tavolo istituzionale ha avuto un ruolo fondamentale nella gestione dell'intera vertenza. Un particolare apprezzamento è rivolto alle parti per il clima costruttivo e collaborativo che hanno saputo creare. Ringrazio anche Sernet per avere svolto in piena trasparenza e con grande professionalità il proprio ruolo. Abbiamo scritto già in questa fase una pagina innovativa per le politiche industriali italiane» commenta l'assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan.
 

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Il Gazzettino