Condannato finto broker: in 10 anni avrebbe racimolato 30 milioni. È caccia al suo tesoro

Condannato finto broker: in 10 anni avrebbe racimolato 30 milioni. È caccia al suo tesoro
PADOVA - Il pubblico ministero Marco Brusegan aveva chiestio una pena di tre anni e quattro mesi. E il Gup del tribunale di Padova, in primo grado, ha condannato...

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PADOVA - Il pubblico ministero Marco Brusegan aveva chiestio una pena di tre anni e quattro mesi. E il Gup del tribunale di Padova, in primo grado, ha condannato Nicolò Svizzero, 43enne sedicente broker, esattamente a tre anni e quattro mesi. La sentenza ha chiuso il processo riguardante il "finanziere" che effettuava investimenti e gestiva risparmi senza avere abilitazione. Un caso di abusivismo finanziario riconosciuto anche dal giudice. 

Svizzero, che finora è stato agli arresti domiciliari nell’abitazione dei genitori, in pieno centro storico, era difeso dall'avvocato Fabio Crea. L’avvocato Niccolò Ghedini assisteva il principale investitore. Il giudice dell’udienza preliminare Elena Lazzarin ha ascoltato i legali, poi si è ritirata in camera di consiglio per scrivere la sentenza.

Secondo l’accusa, e secondo la sentenza, il sedicente broker ha spillato milioni di euro a clienti in tutto il mondo, tra New York, Londra, Dubai, Milano e Padova. Si stima che in dieci anni di attività non autorizzata abbia racimolato almeno una trentina di milioni. Ma di questa montagna di denaro si sono perse le tracce. La magistratura italiana ha sviluppato anche una stretta collaborazione con le autorità elvetiche, che hanno avviato da tempo un’inchiesta sul finto broker. Svizzero conduceva tutti i suoi affari attraverso società operanti in Svizzera, a Singapore e Dubai. Durante le indagini è emerso che la società con sede a Singapore è stata messa in liquidazione. Attraverso questa procedura la società ha cessato le proprie attività trasformando il patrimonio in denaro, estinguendo i debiti sociali e dividendo tra i soci il residuo attivo.


Il sedicente broker avrebbe attuato lo schema Ponzi: un modello di vendita truffaldino con cui si promettono forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi investitori, a loro volta vittime della truffa. A carico di Svizzero resta aperta una seconda inchiesta del pm Brusegan per i reati di truffa, tentata estorsione e insolvenza fraudolenta. É il filone strettamente legato all’esito delle rogatorie internazionali avviate in varie parti del mondo, con l’obiettivo di accertare dove sia nascosto il tesoro del faccendiere.  Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino