Acciaierie Venete, due operai morti nel 2018. Dopo 5 anni il processo è ancora aperto: prossima udienza il 30 gennaio

Alla sbarra per omicidio colposo il presidente del cda Alessandro Banzato, i due amministratori delle Danieli Officine Meccaniche Gianpietro Benedetti e Giacomo Mareschi Danieli oltre a dirigenti, consiglieri e rappresentanti legali

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PADOVA - Era il 13 maggio del 2018, domenica, quando le Acciaierie Venete furono teatro di un altro gravissimo incidente. Intorno alle sette del mattino, una siviera carica di acciaio fuso, circa 90 tonnellate a 1.600 gradi, cadde a terra travolgendo come una bomba di fuoco quattro operai che stavano lavorando all'interno di un capannone. Sergiu Todita, 39 anni, sposato e con una figlia di 14 anni, morì dopo un mese dall'incidente all'ospedale di Cesena per le ustioni riportate su tutto il corpo. Marian Bratu, 44 anni, sopravvisse sette mesi in più per poi morire il pomeriggio di Santo Stefano nel suo letto di ospedale nel Centro Grandi Ustionati di Padova. Gli altri due feriti rimediarono una prognosi di oltre 300 e di oltre quaranta giorni per le ustioni riportate soprattutto sulle gambe.

Per quelle morti, è ancora aperto un processo davanti al giudice del Tribunale monocratico Mariella Fino. La prossima udienza è stata fissata per il 30 gennaio. Direttamente alla sbarra con l'accusa di omicidio colposo, così come chiesto dalla Procura, ci sono Alessandro Banzato, presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie Venete e il dirigente dello stabilimento Giorgio Zuccaro, titolare della delega in materia di sicurezza. Quindi Vito Nicola Plasmati, legale rappresentante della Hayama Tech, con sede a Fagagna (Udine), la ditta incaricata della manutenzione degli impianti nello stabilimento di Camin di cui hanno perso la vita i due operai.

Insieme a loro i due amministratori della Danieli Officine Meccaniche Spa di Buttrio (Udine), l'azienda che ha fornito nel 2014 alle Acciaierie Venete la traversa di sollevamento della siviera, Gianpietro Benedetti e Giacomo Mareschi Danieli. Sotto processo anche Dario Fabbro, responsabile della sede bresciana della Danieli, la società che avrebbe rilasciato il certificato di conformità del prodotto alle norme europee. Quindi Nicola Santangelo, già presidente del consiglio di amministrazione di Danieli Centro Cranes spa, fino al 12 giugno 2015, e Giancarlo Tonoli, consigliere di Danieli con delega all'esecuzione dei collaudi fino al giugno 2015.
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Il Gazzettino