Dona un rene al nipote malato, ma per la visita di controllo deve restare in attesa fino a settembre 2024. La denuncia del 63enne: «Questo il mio premio»

Dona un rene al nipote malato, ma per la visita di controllo deve restare in attesa fino a settembre 2024. La denuncia del 63enne: «Questo il mio premio»
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VERONA - ​Dona un rene al nipote malato, ma per la visita di controllo deve restare in attesa fino a settembre 2024. La denuncia del 63enne: «Questo il mio premio». Un'ecografia all'addome fissata per settembre 2024 e un altro esame, sempre nell'ambito dei controlli ordinati dal medico di medicina generale, sempre nel 2024. L'ex guardia giurata Sergio Lotti, 63 anni, di Ardenno, in Valtellina, che 3 anni fa donò un rene al nipote imprenditore di Bologna che si era aggravato, si è sentito rispondere così dalla sanità pubblica valtellinese.

LA DENUNCIA

«Tempi di attesa molto lunghi. Questo il premio a chi ha donato un organo. Invece tagli di nastri per strutture come ospedale di comunità che dopo mesi sono ancora chiusi», lamenta Lotti. «Per fortuna nella struttura ospedaliera di Verona - aggiunge Lotti - dove mi fecero l'espianto del rene provvederanno loro a tutti gli esami e controlli che devo fare ogni anno come donatore. Ringrazio l'équipe del professor Luigino Boschiero che martedì mattina presto inizierà con tutti i test necessari. Ma la sanità qui in Valtellina così non funziona».

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Il Gazzettino