Dacia Lodgy, il tesoro Renault: una vera Mpv a meno di 10 mila euro

Dacia Lodgy, il tesoro Renault: una vera Mpv a meno di 10 mila euro
MARRAKECH - Bisogna dare atto alla Renault di avere visto lontano quando, otto anni fa, fece della controllata romena Dacia la bandiera dell’auto low cost. La scommessa,...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno
MARRAKECH - Bisogna dare atto alla Renault di avere visto lontano quando, otto anni fa, fece della controllata romena Dacia la bandiera dell’auto low cost. La scommessa, salutata dallo scetticismo di molti addetti ai lavori, sta pagando e non soltanto sui mercati emergenti.


Anche i viziati ed esigenti automobilisti
dei Paesi occidentali apprezzano non solo la concretezza, ma anche la costante evoluzione stilistica di una gamma che sta progressivamente prendendo le distanze dal look dimesso dell’originaria Logan berlina. Uno sforzo che il pubblico italiano, notoriamente sensibile ai contenuti estetici, ha dimostrato di apprezzare ben aldilà della connotazione di marchio anti crisi: la Duster, con 19.660 unità consegnate nel 2011 (su un totale di 27 mila Dacia), è diventata un fenomeno di costume, conquistando il secondo gradino nella classifica dei Suv-crossover e contribuendo non poco all’escalation del marchio, cresciuto del 15% rispetto all’anno precedente (ad aprile 2012 più 37% in un mercato in calo del 18%) e arrivato a superare il 2% di quota del mercato privati che costituisce la fetta più remunerativa delle vendite totali.

Una strada di successo che è decisa a imboccare anche la più recente new entry del marchio: la multispazio Lodgy, disponibile da fine maggio anche in configurazione a sette posti, rappresenta una svolta non solo perché tiene a battesimo, con il frontale dal design più lavorato e aggressivo, il volto destinato a caratterizzare le future Dacia, ma anche perché interpreta la filosofia low cost in una chiave particolarmente aderente ai tempi che corrono. Si tratta di una vettura spartana ma non povera, studiata per soddisfare le esigenze di famiglie che hanno bisogno di spazio e, pur stando attente al portafogli, non intendono rinunciare al comfort e alle dotazioni davvero utili.

Un concentrato di concretezza
che può contare su alcune delle tecnologie più avanzate di casa Renault - basti pensare all’evoluto 1.2 Tce turbo a benzina da 115 cavalli, eccellente esempio di downsizing disponibile a settembre - e su equipaggiamenti che, per quanto sofisticati, restano sempre in linea con il Dna della marca. L’evoluto navigatore integrato MediaNav con mappe 2e3D, schermo da sette pollici, completo di radio Bluetooth e prese Usb e jack è un optional da soli 450 euro, l’assistenza al parcheggio posteriore si ferma a 300, mentre il limitatore di velocità - presente per la prima volta su una vettura del marchio romeno - è di serie a partire dal secondo dei tre livelli di allestimento denominati nell’ordine Lodgy, Ambiance e Lauréate.

Al momento del lancio, la gamma motori potrà contare sull’entry level 1.6 a benzina da 85 cavalli, abbastanza pigro ma compatibile con un prezzo d’accesso di 9.900 euro destinato proprio per questo «a rivolgersi - sottolinea il direttore marketing di Renault Italia Luciano Ciabatti - a una fascia di clientela che esiste anche da noi». A fare la parte del leone nelle vendite saranno comunque i turbodiesel 1.5 dCi da 90 e 110 cavalli, entrambi appartenenti alla famiglia dei propulsori Renault ad alta efficienza che si fregiano dell’etichetta ambientale «Dacia Eco2» grazie a emissioni di CO2 inferiori ai 120 g/km (109 e 116 rispettivamente). La maggioranza che si orienterà sulle versioni più ricche non sarà comunque costretta a svenarsi, visto che il tetto del listino è a 14.850 euro, optional esclusi.

Tra questi, i sette posti - non disponibili sull’allestimento base Lodgy - comportano un sovrapprezzo di 500 euro. Anche questo, a ben guardare, è un esempio di filosofia low cost. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino