Marchionne, manager straordinario e visionario. Che tristezza quei titoli carichi di livore e odio

Marchionne, manager straordinario e visionario. Che tristezza quei titoli carichi di livore e odio
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Egregio direttore,
l'altra sera guardando una rassegna stampa televisive mi è caduto l'occhio su un titolo dedicato a quelle che sembrano essere le ultime ore di vita del capo del gruppo Fca, il manager Sergio Marchionne. Ebbene le confesso che quel titolo mi ha lasciato davvero senza parole. Mi riferisco alla prima pagina di un giornale che non ho mai letto in vita mia ma che evidentemente ha ancora un suo pubblico. Questo giornale è il Manifesto. Sulla sua prima pagina campeggiavano queste parole: E così Fiat. Un titolo pesante perdipiù affiancato da una mesta foto dello stesso Marchionne a testa bassa e da un commento durissimo contro l'operato del manager di casa Agnelli in fin di vita. Sono rimasto davvero allibito. Posso chiederle un'opinione? 

L.P.
Mestre


Caro lettore,

è sempre difficile commentare le scelte editoriali di un altro giornale. Lo è ancora di più quando ci si trova di fronte a un titolo di questo tipo. Poiché però non sono abituato a dissimulare le mie opinioni, risponderò alla sua domanda in modo molto chiaro: quel titolo per me è tristemente disumano, esprime una mancanza di rispetto nei confronti di un uomo che sta soffrendo e con lui stanno soffrendo i suoi familiari. Si poteva e si doveva evitare. Qualcuno ha scritto che il cinismo è la crudeltà dei delusi: non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro certezze. Forse queste parole aiutano a comprendere quel titolo così feroce e atroce. Quello schiaffo brutale dato a un uomo che neppure si può difendere. O forse, banalmente, quell'impietoso E così Fiat è solo il tentativo di un giornale ormai semi-clandestino di dimostrare ancora di esistere. Di Sergio Marchionne si può ovviamente pensare ciò che si vuole. Personalmente ritengo che l'ex leader di Fca sia è stato un capo azienda straordinario e visionario. Un autentico numero uno. Non è mai stato un manager dell'auto, un tecnico del settore, eppure è riuscito a traghettare il gruppo Fiat oltre la crisi e oltre la dimensione di azienda nazionale trasformandola in una multinazionale globale, pronta oggi a valutare alleanze o fusioni con i big del settore. Nessuno dieci anni avrebbe mai potuto prevederlo. In questo suo lungo viaggio tra quattroruote, finanza e dinastia Agnelli, Marchionne ha dimostrato molte qualità, ma soprattutto ha messo in evidenza una formidabile capacità di adattamento alle situazioni più diverse. Com'è normale che sia per una persona così esposta e così determinante, ha trovato sulla sua strada molti estimatori ma anche tanti detrattori. Queste però sono, o almeno dovrebbero essere, le ore del rispetto per la sua sofferenza. Ci sarà il tempo di tracciare bilanci. E anche per dare sfogo, a chi non ne può davvero fare a meno, al proprio livore e al proprio odio. Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino