Ciascuno è libero di manifestare la propria sessualità ma chi ha un ruolo istituzionale rappresenta tutti

Ciascuno è libero di manifestare la propria sessualità ma chi ha un ruolo istituzionale rappresenta tutti
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Sig. Direttore,
vorrei tornare un momento sul Gay-Pride tenuto recentemente anche a Padova. Premetto che a mio parere ogni Amministrazione pubblica elettiva dovrebbe rappresentare non solamente gli orientamenti di chi l'ha eletta, ma di tutti i cittadini aventi diritto al voto. Ciò di solito viene anche proclamato dai vincitori, ma in realtà non attuato. Venendo alla fattispecie, mi sembra pacifico che ognuno abbia diritto al rispetto per il proprio orientamento sessuale, permanente o meno. Ma vantarsi di tale orientamento è un atteggiamento meramente adolescenziale, o di ostentazione di una originalità immotivata e narcisistica, per non dire di peggio. Sulla sessualità si potrebbe discutere a lungo: quella cromosomica è quella che è, e sulle possibili modifiche anatomiche per via chirurgica preferisco sorvolare. Allora vorrei dire alle Signore Assessore che hanno ostentatamente partecipato alla manifestazione che evidentemente esse rappresentano solo se stesse, qualunque sia il loro orientamento sessuale, e non possono pretendere di rappresentare tutti i cittadini. L'averlo fatto è semplicemente una prepotenza intollerabile, di cui oltre a tutto, io almeno, non potremo non tenere conto in futuro.

Lorenzo Girardi
Padova
Caro lettore,

ciascuno esprime la propria identità sessuale come vuole e come preferisce. Basta non oltrepassi i limiti della legge e magari anche quelli del buon gusto. Gli uomini e le donne gay sono stati per lungo tempo vittime di oscurantismo e di intolleranze. E spesso lo sono ancora. Nei gay pride non fanno altro che manifestare orgogliosamente il loro modo di essere e di vivere la sessualità. È un esercizio di libertà che, pur con i suoi eccessi e qualche discutibile ostentazione, va compreso e rispettato. Discorso diverso meritano quegli amministratori che sfruttano queste manifestazioni per fare passerella e cercare di raggranellare consensi. Anche in questo caso nessuno può impedire a nessuno di frequentare i luoghi e gli eventi che preferisce. Ma chi occupa ruoli istituzionali non dovrebbe mai dimenticare, come giustamente sottolinea anche lei, che nel suo ruolo rappresenta tutti i cittadini. Certamente anche i cittadini gay, ma anche coloro che, legittimamente, hanno altre sensibilità e un diverso modo di intendere la sessualità. Anche questi cittadini hanno i loro diritti e meritano non meno rispetto e considerazione.

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Il Gazzettino