Pedemontana: con Matilde Cortese anche i consiglieri Cinque Stelle

Con Matilde Cortese anche i consiglieri Cinque Stelle
PIANEZZE - A dare man forte a Matilde Cortese, stamani, c’erano anche Jacopo Berti e Marco Dalla Gassa, neo eletti Cinque Stelle al Consiglio Regionale del Veneto. Anche loro,...

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PIANEZZE - A dare man forte a Matilde Cortese, stamani, c’erano anche Jacopo Berti e Marco Dalla Gassa, neo eletti Cinque Stelle al Consiglio Regionale del Veneto. Anche loro, insieme agli attivisti del Covepa e al portavoce Massimo Follesa, per protestare contro la forzata apertura dei cantieri della Spv avvenuta ieri mattina sui terreni dell’azienda agricola di Matilde.


“Le ruspe continuano a lavorare, ma io resto qui”, dice Matilde Cortese. Cartelli e striscioni di protesta tappezzano le recinsioni della terra da espropriare, mentre tir e automobili sfrecciano sulla superstrada suonando i clacson per dimostrare la loro solidarietà.

“La gente per strada mi ferma e mi dice di non mollare. Arriva anche l’appoggio promesso dai consiglieri regionali e tutto questo non può che essere positivo. Siamo solo piccoli proprietari, gente comune che ha bisogno di sostegno e di coraggio per combattere questi giganti senza scrupoli che stanno di fatto mettendo a rischio la mia azienda e la sussistenza della mia famiglia. Gli espropri andrebbero a cancellare praticamente la metà della nostra capacità produttiva, eliminando addirittura l’80% delle colture più redditizie. Quei famosi asparagi bianchi per cui siamo tanto conosciuti e apprezzati e che dovrebbero essere un patrimonio da salvaguardare per tutti. Senza considerare il fatto che eliminando i campi ad erba non avremo più di che sfamare i nostri animali”.

“Siamo davvero in una situazione assurda”, commenta Jacopo Berti, che ha promesso di portare in consiglio regionale la vicenda Pedemontana. “Non si può accettare che tutto questo vada avanti. Non si può accettare che non vengano tenuti in minima considerazione i bisogni di gente che ha lavorato tutta la vita, costruendo le proprie aziende con fatica e sudore. Sono soprattutto le piccole aziende a fare la ricchezza di questa regione ed è un dovere di tutti tutelarle”.

Intanto non si ha ancora alcuna notizia in merito all’incontro di domani, fissato venerdì scorso al tavolo delle trattative.


“Avremmo dovuto sentirci oggi per fissare ora e luogo della riunione, ma alla luce di quanto sta accadendo, non so proprio se questo incontro avverrà o meno. Resto in attesa quantomeno di una telefonata. Nel frattempo il mio avvocato ha già mandato una lettera con la richiesta di sospendere i lavori. A giorni sarà emessa la sentenza del ricorso presentato al Tar del Lazio lo scorso mese. Io e altri querelanti, abbiamo contestato l’emergenza in merito alla realizzazione della Pedemontana e se dovessero darci ragione verrebbe a cadere l’urgenza dei lavori. Si potrebbe così finalmente parlare di tutto con più calma. Ed è probabilmente per questo che la Spv ha deciso di forzare la mano proprio adesso. Per il timore di ciò che questa sentenza potrebbe comportare. Ma quali che siano le loro motivazioni, io non mi arrendo. Resto qui a resistere e lottare sino a che la mia voce, e quella degli altri come me, non verrà ascoltata”.

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Il Gazzettino