Comune, frattura

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PORDENONE - (d.l.) Il "caso Bella ciao" - balzato nelle ultime ore...

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PORDENONE - (d.l.) Il "caso Bella ciao" - balzato nelle ultime ore anche alle cronache nazionali - rischia di lasciare qualche strappo all'interno della maggioranza comunale. Anche i gruppi consiliari di Pd e Fiume si sarebbero forse attesi una presa di posizione diversa da parte del sindaco Claudio Pedrotti. Una mozione consiliare è stata presentata dal capogruppo Pd Fausto Tomasello. «Riteniamo - si legge - quanto mai opportuna l'esecuzione di Bella ciao durante la cerimonia del 25 Aprile in particolare in una città come Pordenone orgogliosa di essere capoluogo di una Provincia insignita di medaglia d'oro per la Resistenza dalla quale ha preso ispirazione la nostra Costituzione». "Mal di pancia" anche nel Fiume per come il Comune ha gestito la vicenda. «Noi - sostiene la Civica - sentiamo doveroso continuare a esprimere riconoscenza e reverenza ogni 25 Aprile, accompagnando il nostro rispetto alle figure che si sacrificarono con l'inno d'Italia e con il canto Bella Ciao, nella speranza che il futuro non veda più una guerra tra italiani. Bella ciao è una canzone di speranza non di astio. Una canzone che commuove. È il simbolo della Liberazione, ma anche di riappacificazione del popolo italiano». Un attacco diretto arriva invece dal gruppo di minoranza del Ponte: «Per la seconda volta, dopo il caso degli animalisti picchiati, il sindaco non si esprime con la dovuta fermezza in materia di tutela dei diritti civili. Si deve garantire il rispetto della storia e della lotta di Liberazione, qui ci si è quasi subordinati ai voleri di un presidente della Provincia in via di dismissione. Amministrare la cosa pubblica significa in primo luogo garantire il rispetto dei diritti civili». Sel esprime invece "soddisfazione per una vittoria di tutti i cittadini democratici". La pensa diversamente il capogruppo Pdl-Fdi, Francesco Ribetti: «Ma quale Bella ciao, meglio l'inno nazionale. Siamo di fronte a un pretesto per alzare i toni da parte di certa sinistra che vuole essere l'unica protagonista, mentre il 25 Aprile dovrebbe essere un momento di unità nazionale. Mi lascia basito il comportamento timoroso del prefetto che ha ceduto di fronte all'arroganza di quattro scalmanati». Il riferimento è al comitato antifascista dei gruppi anarco-libertari.

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Il Gazzettino