Elena Santarelli e il figlio malato: «Di notte toglievo i capelli dal cuscino per non farglieli vedere»

Amare così tanto il proprio figlio da cercare di proteggerlo ad ogni costo, ma sentendosi impotente. La showgirl e madre di due bambini Elena Santarelli, in una lunga intervista al Corriere della Sera pubblicata oggi, ha raccontato il dramma della malattia che ha colpito il figlio Giacomo: un tumore cerebrale per il suo bimbo di appena 9 anni (da compiere il prossimo 22 luglio), una storia di sofferenza per la famiglia di Elena e del marito, l’ex calciatore della Lazio e ora opinionista Mediaset Bernardo Corradi.

Elena spiega la malattia del figlio e ringrazia Bobo Vieri

La Santarelli, che già qualche giorno fa aveva spiegato come il piccolo Giacomo soffrisse di un tumore cerebrale, si è aperta con Candida Morvillo, a partire dal suo rifiuto di piangere davanti a lui, per trasmettergli forza. «Non ho mai trattato mio figlio da malato, gli ho sempre detto che mentre si fanno le chemio si studia - le sue parole - questo ha creato una normalità nella mia vita e nella sua».
 


La diagnosi risale al novembre del 2017: l’intervista al Corriere è la prima, dopo tanti mesi, in cui la showgirl parla di questo argomento. «Non è detto che un tumore annienti la vita, ogni caso è diverso: mio figlio corre, mangia, ride, ha una vita normale al 60-80%», specifica Elena, che il giorno della terribile diagnosi non era con il figlio: «Ero stata operata all’anca, avevo stampelle e dolori - ricorda - è andato solo Bernardo, ma non avevamo sospetti, era un esame fatto per precauzione».
 

I momenti più duri, racconta la Santarelli, sono arrivati quando dopo l’inizio delle cure Giacomo ha cominciato a perdere i capelli: «Di notte con la torcia andavo a raccoglierli dal cuscino per non farglieli trovare al mattino, ma era una pugnalata. Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma ti senti impotente». E ovviamente gli insulti sui social, con alcuni che le hanno augurato lo stesso male: «Avrei voluto urlare, ma sono tante di più le persone che mi esprimono affetto».
 

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