F16, generale Tricarico: «Devono colpire la Russia e andare a caccia di singoli mezzi o installazioni militari»

Il presidente della Fondazione Icsa: «Noi all'avanguardia per la formazione dei piloti. I caccia non solo da difesa»

F16, generale Tricarico: «Devono colpire la Russia e andare a caccia di singoli mezzi o installazioni militari»
«L’Italia può fare la sua parte più e meglio di altri, nella coalizione nata per aiutare gli ucraini ad acquisire gli F-16. In particolare, il presidente...

OFFERTA SPECIALE

2 ANNI
99,98€
40€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA MIGLIORE
ANNUALE
49,99€
19€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
 
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO

OFFERTA SPECIALE

OFFERTA SPECIALE
MENSILE
4,99€
1€ AL MESE
Per 3 mesi
ATTIVA SUBITO
 
ANNUALE
49,99€
11,99€
Per 1 anno
ATTIVA SUBITO
2 ANNI
99,98€
29€
Per 2 anni
ATTIVA SUBITO
OFFERTA SPECIALE

Tutto il sito - Mese

6,99€ 1 € al mese x 12 mesi

Poi solo 4,99€ invece di 6,99€/mese

oppure
1€ al mese per 3 mesi

Tutto il sito - Anno

79,99€ 9,99 € per 1 anno

Poi solo 49,99€ invece di 79,99€/anno

«L’Italia può fare la sua parte più e meglio di altri, nella coalizione nata per aiutare gli ucraini ad acquisire gli F-16. In particolare, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dando la disponibilità italiana alla formazione dei piloti interpreta correttamente una delle qualità in cui eccelle il nostro Paese: l’addestramento».

L’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica e consigliere militare di tre premier, Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa, ricorda che «l’Italia è all’avanguardia nella cultura e professionalità della formazione al volo, come dimostra la lista d’attesa di parecchie nazioni per accedere all’International Flight Training School di Decimomannu, a cui si sono voluti iscrivere perfino gli inglesi della Raf, cosa inedita e inaudita…».

F16, perché Putin li teme? Come funzionano, quali armi hanno e il nodo addestramento (servono mesi)


Gli F-16 agli ucraini possono cambiare il corso della guerra?
«Sì, a patto che ne venga chiarito l’impiego. Sarebbe un errore declinare alla Giuseppe Conte il ruolo di difesa dell’Aeronautica di Kiev una volta acquisito questo sistema. Difendersi vuol dire difendere i propri cieli dalle incursioni russe o cacciare via dal proprio territorio gli invasori anche con gli F-16 che colpiscono gli obiettivi russi sul terreno? Credo nella seconda opzione. Durante la guerra del Kosovo del ‘99, a Bruxelles prevalse l’idea per cui gli F-16 sarebbero dovuti andare a cercare e distruggere i singoli tank serbi in territorio kosovaro. Si pensava allora che fosse un impiego sconsiderato, uno spreco di potenzialità, eppure è quello che si dovrà fare in Ucraina: andare a caccia dei singoli mezzi o installazioni militari russi».


Quanto tempo ci vorrà perché gli F-16 siano operativi?
«Il vagone più lento di questo treno è quello delle operazioni tecniche e di manutenzione, e dell’approntamento delle infrastrutture di volo. Parliamo di sei mesi. In condizioni normali i tempi sarebbero più lunghi, in guerra tanti passaggi si devono saltare. La preparazione degli equipaggi richiederà invece due mesi per imparare a volare e altri due per i sistemi avionici di armamento».


Gli americani hanno imposto di non colpire in territorio russo…
«Si è voluto legare agli ucraini un braccio dietro la schiena, personalmente non condivido. Così un Paese invaso e ridotto a un cumulo di macerie non può ricambiare il favore. Non solo i missili partono dalla Russia, ma là si trovano i depositi di carburante, la logistica e le vie di comunicazione».


Quanto rischiano di essere abbattuti gli F-16?
«I cieli dell’Ucraina vanno preventivamente resi accessibili solo ai mezzi ucraini. Tutto ciò che li insidia, dai velivoli agli elicotteri, dai droni alla difesa antiaerea, va neutralizzato. Bisognerà colpire anzitutto i radar di sorveglianza russi in Ucraina. Ci sono F-16 specifici, i Sead (Suppression of enemy air defences), che usano missili Agm-88 Harm anti-radiazioni. Liberati i cieli dalla minaccia russa, si potrà fare pulizia a terra indisturbati. Resta il problema dei missili all’infrarosso portatili. Bisognerà colpire da alta quota, scendere sotto i 5mila metri solo in casi di estrema necessità e per il tempo indispensabile, serve a salvare la pelle e l’aereo».

 


Si parla di 125 F-16 già pronti per gli ucraini…
«Potrebbero essere di più. I Paesi con F-16 - Portogallo, Belgio, Olanda, Norvegia, Danimarca, Turchia, Grecia… - li stanno dismettendo a favore degli F-35. Gli americani ne hanno tanti. In tutto il mondo ce ne sono circa 5mila. Non sarà difficile dare agli ucraini quelli di cui hanno bisogno».


I caccia russi non saranno un problema?


«Nella prima fase della guerra i russi hanno avuto dispiaceri usandoli, e hanno smesso. Gli ucraini possono contare su un sistema di sorveglianza aerea fornito dall’Occidente in grado di vedere qualsiasi mezzo si muova a più di 37 km l’ora. Ormai quella russa è una forza aerea grossolana e scadente». 
  Leggi l'articolo completo su
Il Gazzettino