Adottati sul web e rispediti in canile: dilaga la moda di "ricusare" gli animali

UDINE - Più di qualcuno quest'anno si è messo una mano sulla coscienza prima di partire in vacanza e, nonostante gli abbandoni dei cani rimangano costanti in tutto l'arco dell'anno, la brutale pratica dell'abbandono estivo sembra essere un po' più contenuto. Ma esplode il caso delle ricusazioni a Comuni e Aziende sanitarie per i cani difficili adottati online. «In generale gli abbandoni sono diminuiti spiega a presidente della sezione udinese dell'Enpa, Elena Riggi ma questo particolare tipo abbandono rappresenta il 90% dei casi».

Si tratta di cani provenienti dal Sud Italia e dall'Est Europa, non dopo un sequestro, ma regolarmente adottati attraverso appelli e staffette che corrono sul web con frasi del tipo se non intervenite, il cane sarà soppresso. Così gli amanti dei quattro zampe si mobilitano e portano a casa l'amico cane, salvo scoprire nell'arco di 2 o 3 anni che si tratta di animali difficilmente gestibili e che necessitano di particolari attenzioni dal punto di vista comportamentale. 

RICUSAZIONE«Sono sempre più numerose conferma Riggi le richieste da parte dei proprietari di ritirare questi cani definendoli ingestibili». Si chiamano richieste di ricusazione e vengono inoltrate direttamente dai proprietari ai Comuni e alle Aas che a loro volta intervengono e contattano il Rifugio del cane, così per quanti cani escano dal rifugio dopo un'adozione, altrettanti ne entrano. Il percorso per adottare un quattro zampe prevede una conoscenza tra futuro proprietario e animale, una sorta di fidanzamento per vedere se c'è feeling, «bisogna creare una minima base di relazione spiega Riggi e il percorso è lungo». Altrettanto, invece, non avviene con le adozioni on line dove l'animale viene descritto anche caratterialmente in poche righe e chi lo sceglie per un'adozione si basa su questo e su una fotografia, un approccio ben diverso da quello proposto dai volontari del'Enpa che puntano a una conoscenza diretta e a un minimo di socializzazione perché bisogna valutare attentamente se si può andare d'accordo sotto lo stesso tetto. E non solo i cani adottati in rete si rivelano difficili, a volte aggressivi, «Ci sono casi di ricoveri di persone che sono state morse da questi cani», dice ancora Riggi lanciando l'appello di un'adozione responsabile. Da chi sceglie la strada sbagliata per adottare un cane a chi non ci pensa due volte prima di sbarazzarsi di piccoli cuccioli felini: la vita dei quattro zampe udinesi è tutta a ostacoli. A sentire i racconti sembra di essere tornati indietro di 50 anni, invece. Per quanto sia difficile crederci anche nella civilissima Udine del 2018 le cucciolate dei gatti vengono letteralmente gettate nelle rogge, nei cassonetti e nei cimiteri. 

ABBANDONI «Continuano gli abbandoni dei cuccioli perché i proprietari non sterilizzano le gatte constata la presidente dell'Enpa siamo in Friuli nel 2018 e ancora si trovano gattini nei cassonetti». Il riferimento temporale è pure breve, l'estate che non è ancora terminata e solo negli ultimi giorni è stato ritrovato un gattino che aveva appena 24 ore di vita, mentre a luglio i ritrovamenti nei cassonetti e nei cimiteri sono stati diversi. I numeri degli ingressi al Rifugio di via Gonars negli ultimi anni parlano chiaro sull'abbandono dei piccoli mici: 101 nel 2016 e 98 nel 2017. Fortunatamente una parte degli udinesi mostra affetto e simpatia per questo piccoli felini e anche le adozioni non sono mancate, 111 soltanto nel 2017. Ma la solidarietà di alcuni non cancella l'ignoranza degli altri, di chi pensa che vada contro natura sterilizzare una gatta ritenendo una soluzione migliore gettare i nuovi nati come fossero spazzatura. Vista così sembra meno brutale la pratica di 50 anni fa quando i gattini venivano abbattuti alla nascita, quantomeno si parla di mezzo secolo da oggi quando regnava una forma di ignoranza che oggi è difficile anche soltanto immaginare. 
 

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