Il duro Natale dei diseredati a caccia di abiti, cibo e carta nei cassonetti

Il duro Natale dei diseredati a caccia di abiti, cibo e carta nei cassonetti

di Roberto Cervellin

VICENZA - Si arrampicano alla ricerca di un indumento per ripararsi. A volte succede che qualcuno finisca dentro e non riesca più ad uscire, come capitato mesi fa a Fellette di Romano d'Ezzelino, dove un uomo è morto schiacciato dal coperchio: lanciò l'allarme col cellulare, ma non si capiva dov'era e quando le forze dell'ordine arrivarono aveva cessato di vivere, soffocato dal peso che non riusciva a rimuovere. I cassonetti per la raccolta degli abiti sono presi di mira da poveri e senzatetto. Ai Ferrovieri una persona è stata pizzicata dal gruppo social di “Vicenza fa rima con decadenza” mentre cercava, con l'aiuto della bicicletta, qualcosa di utile. Il fenomeno, diffuso in tutto il territorio, non riguarda solo i container gialli - un tempo gestiti dalla Caritas e ora dalle cooperative - ma anche quelli per i rifiuti secchi, di proprietà comunale.

L'ultima foto: si arrampica usando la bici
 

«C'è chi prende i sacchetti dal secco per poi analizzarli con calma altrove. Alcuni rovistano nel bidone dell'umido»​, commenta un vicentino sul web. «A Montecchio Maggiore ti aspettano e ti fermano prima che li butti dentro. Se quello che c'è dentro non interessa, lasciano il sacchetto aperto e i capi sparsi per terra», aggiunge qualcuno. «Da noi entrano nel cassonetto della carta e se la portano via», denuncia un altro cittadino.


Crisi e disoccupazione hanno messo sul lastrico italiani e stranieri. Sono sempre di più quelli che frugano nei bidoni per vestirsi o cercare cibo da mangiare. Si calcola che a Vicenza i senzatetto che dormono per strada siano almeno 250. In queste notti gelide i ricoveri Caritas - che offrono letti, mensa e docce - sono presi d'assalto. Una cinquantina in media i letti occupati ogni notte su 65 disponibili.

In 2 anni le domande giunte in comune per le agevolazioni nelle forniture di acqua e per il servizio rifiuti sono raddoppiate. Nel 2014 erano state 238, quest'anno hanno toccato quota 757. Centinaia gli appuntamenti richiesti, sempre in comune, nell'ambito del “sostegno per l'inclusione attiva”, che consente alle famiglie bisognose di ottenere un contributo - tra gli 80 e i 400 euro al mese - in cambio di volontariato e dell'adesione a progetti di integrazione sociale. La Cisl berica, poi, ha dato vita al progetto “Re.Integra2.0” finanziato con 900mila euro dal Fondo sociale europeo e realizzato da Engim Veneto. E' rivolto a 134 disoccupati da più di sei mesi a cui sono garantiti corsi di formazione e tirocini per rientrare nel mondo del lavoro.

Ma che fine fa la merce dei cassonetti gialli? In provincia il consorzio Prisma raccoglie in media ogni anno oltre mille tonnellate di abiti usati. Una ventina le persone coinvolte, di cui 13 svantaggiate. 
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Venerdì 2 Dicembre 2016, 11:11






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