Morto Visentin, nell'84 uccise le figlie:
28 anni fa tornò a casa dalla moglie

Morto il papà killer, uccise le 3 figlie:
28 anni fa ritornò dalla moglie

di Vittorino Bernardi

SCHIO – È morto all’età di 68 anni, per un male incurabile, Vittorio Visentin, lo scledense che nel marzo 1984 fece parlare tutta Italia per avere ucciso a colpi di martello, ferro da stiro e mattone le tre figlie di 8, 5 e 1 anno e ferito gravemente la moglie di 32. Dal 1988, dall’uscita dal manicomio criminale, Vittorio Visentin era tornato a vivere nella casa della tragedia di via Foscolo, assieme alla moglie, abbracciando la fede dei Testimoni di Geova. Le esequie funebri sono state celebrate in assoluto anonimato e silenzio e la salma è stata inumata fuori da Schio.

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Una tragedia di cui parlò tutta Italia (archivio Gazzettino)
 

La tragedia, ricordata ancora bene in città, si consumò all’alba del 7 marzo 1984, quando Vittorio Visentin, operaio 36enne presso una stazione di servizio, si alzò dal letto per colpire, come in preda a un folle raptus, la moglie alla testa con un martello e ritenendola morta entrò nella camera delle tre figlie dove uccise con un mattone Valentina di 1 anno e con un ferro da stiro Cinzia di 4 e Sara di 8. Compiuta la tragedia l’uomo, con un passato da ufficiale di marina, cambiati i vestiti imbrattati di sangue verso le 7 iniziò una fuga a bordo di una vecchia Ford Tanus targata Bologna per scatenare in tutta italia una caccia all’uomo: fu rintracciato dopo una settimana a Costabissara, nell’auto aveva una copia del quotidiano Il Tirreno di Livorno. Visentin non spiegò mai compiutamente le motivazioni della sua mattanza. Arrestato e processato venne condannato a 10 anni di internamento nel manicomio giudiziario di Reggio Emilia. Da dove uscì 4 anni dopo, assolto per totale vizio di mente, con il consenso della commissione medica che ritenne la sua malattia regredita e controllabile a casa con medicinali.
 
Così nel 1988 la moglie lo riaccolse nella casa di via Foscolo per vivere assieme a lui fino alla morte del marito, avvenuta nei giorni scorsi. Pare che all’origine del raptus criminale ci possa essere un’aggressione subita da Visentin nel 1975 a Taranto, da ufficiale di marina. Come vittima di rapina venne colpito alla testa da una manganellata che in seguito gli procurò più amnesie e vuoti di memoria. E gli costò il congedo dalla marina. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 23 Settembre 2016, 10:57






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5 di 22 commenti presenti
2016-09-23 11:08:28
Meno male ad esequie avvenute l'informazione non indispensabile, , ci siamo risparmiati un servizio televisivo di quelli che ci marciano , e l'immancabile applauso alla bara, che viene tributato ormai anche se la famiglia chiede espressamente di soprassedere.Basta che parta uno sporvveduto a favore di telecamerina e la folle segue..per imitazione che si auotoalimenta...ed esplode fragorosamente.
2016-09-23 11:58:10
vicenda truce e amara. certo che qualcuno nasce più sfortunato di altri, e parlo dei figli, della moglie, e anche di lui, se tutta questa tragedia fosse dovuta alla manganellata ricevuta.
2016-09-23 12:10:38
... il giorno del giudizio è arrivato.. ma il giudice sarà ( probabilmente ) clemente essendo il soggetto comunque una sua creatura...
2016-09-23 12:13:49
per aver ucciso tre figlie si fece ben, dico ben 4 anni di carcere! trovatemi un paese al MONDO dove per un reato simile si venga puniti di meno!
2016-09-23 12:18:35
Che volpone, penso che i Testimoni di Geova non credano all'inferno