Nardini e la veneziana Casa dei Tre Oci, matrimonio tra grappa e cultura

Cristina Nardini mecenate della Casa dei Tre Oci
BASSANO - (Cs) Sarà la fiction Rai "Di padre in figlia" che rilancia l'immagine di Bassano e dei suoi produttori di grappa. Sarà una nuova politica di comunicazione che vede negli ultimi anni l'azienda storica al Ponte degli Alpini muoversi sui social e perfino investire in pubblicità (cosa praticamente mai fatta prima vista la notorietà che le ha concesso comunque la sua location nel corso di oltre due secoli), con spot proprio durante il film a puntate sulla tv nazionale. La Bortolo Nardini, prima distilleria d’Italia, attiva dal 1779, ora avvia una nuova collaborazione con il mondo dell’arte con "La Casa dei Tre Oci", lo splendido palazzo veneziano di inizio ‘900, adibito dal 2012 a spazio espositivo, dove elaborare nuovi dibattiti e confronti sui linguaggi del contemporaneo, con particolare attenzione a quello fotografico. 
 
La Casa dei Tre Oci, luogo di produzione artistica e culturale, cenacolo di incontri e dibattiti, studio per gli artisti e spazio ospitale per gli intellettuali di passaggio a Venezia, diventa un fiore all'occhiello per Nardini che vede la distilleria già impegnata con la Collezione Peggy Guggenheim, partner ormai da anni, ma anche in progetti come Garage Nardini, teatro di performance nazionali e internazionali con sede a Bassano.
 
La collaborazione di Nardini con La Casa dei Tre Oci è iniziata con il vernissage del 12 aprile, in onore della nuova mostra che si terrà fino al 10 settembre 2017 dedicata a David LaChapelle, con oltre 100 immagini che ripercorrono dagli anni Novanta a oggi l’universo surreale, barocco e pop di uno dei più importanti e dissacranti fotografi contemporanei.
 
La relazione di Nardini con il mondo dell’arte è nata soprattutto attraverso la figura di Cristina Nardini, direttore amministrativo e finanziario dell’azienda. La passione di Cristina, si legge in una nota aziendale, si esprime attraverso il costante impegno di Nardini nel sostenere enti culturali. Intanto sulla Rai va in onda la fiction sugli anni del boom economico a Bassano, dove si può notare un buon aggancio con la storia dei produttori di grappa locali. Inizialmente Nardini era sembrata contraria a un film del genere, ritenuto magari un fulcro di stereotipi negativi. Ma poi evidentemente la visione dell'evento che ha coinvolto alla grande la città del Grappa (e della grappa) è cambiata nella stanza dei bottoni della storica azienda bassanese, la prima a esportare in Giappone la sua grappa negli anni '90, quando produceva e vendeva tre milioni di bottiglie, e che ha sempre portato il lustro delle forniture alla casa reale britannica.
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Gioved├Č 20 Aprile 2017, 17:46






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