L'avvocato allibito: scomodati giudici, pm e legali per una pena di 50 euro

Dario Lunardon e un brano del decreto del Gip: il condannato rifiutò di dare le generalità al capo treno
BASSANO - (Cs) Un'indagine di mesi, o forse molto di più, per concludere il lungo iter con un'ammenda di 50 piccoli euro. E' una delle tante storie burocratico giudiziarie italiane. A segnalare la vicenda è Dario Lunardon, avvocato con il senso della notizia per il passato da cronista, che segnala l'incongruenza: «In Italia rifiutarsi di dare indicazioni sulla propria identità al capotreno è reato. Così, quando accade, vi sarà qualcuno che segnalerà il fatto alla Procura della Repubblica, poi il personale amministrativo della Procura formerà un fascicolo, mentre un pubblico ministero dovrà fare le sue valutazioni. Infine un giudice si dovrà pronunciare e in scena entrerà anche un difensore che dovrà essere, giustamente, garantito all'imputato, perché comunque si tratta di un procedimento penale».

Il risultato però di tutto questo tourbillon giudiziario è modesto: cinquanta euro di ammenda, spiega Lunardon esibendo anche il decreto penale di condanna emesso da un Gip. «Il costo per lo Stato sarà stato di almeno 30 o 40 volte tanto, considerato il dispiego di energie di personale dell'amministrazione della Giustizia.  Ma quando mai verrà il momento, in questo Paese, di affrontare con serenità e serietà una vera riforma della giustizia? E quando finiremo di introdurre nel nostro ordinamento reati privi di qualsivoglia allarme sociale?». Il problema, aggiunge Lunardon, è di iniziare un vero percorso di depenalizzazione, perché fino a quel momento «resteremo un Paese in cui vi saranno decreti penali di condanna da 50 euro, e continueremo a crederci un Paese civile».

Il decreto penale del Gip: tanto rumor per... 50 euro
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Venerdì 2 Dicembre 2016, 10:51






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5 di 16 commenti presenti
2016-12-03 08:56:45
Semplice, il penale deve prevedere il pagamento immediato di una somma almeno pari al doppio dei costi e del danno provocato o in alternativa una pena detentita proporzionale al reato. Chiuso. Ma nel paese dei Fonzie e delle Vanna Marchi televisive si vive cosi.
2016-12-02 23:16:06
Depenalizzandolo, l'illecito rifiuto di fornire le proprie generalità al pubblico ufficiale, che legittimamente le richiede, comporterebbe solo il pagamento di una sanzione amministrativa ed una volta pagata nessuno avrà più memoria di ciò. Mantenendo il reato (pur non socialmente devastante) si autorizza la polizia giudiziaria ad effettuare tutti gli accertamenti necessari per identificare in maniera inequivoca il reo, inoltre, rimarrebbe comunque traccia della condanna nel casellario giudiziale, anche per l'applicazione di una pena più severa in caso di recidiva. Con tutti i nullafacenti e sbandati che ci troviamo in Italia, con la depenalizzazione nessuno fornirebbe le esatte generalità e la polizia amministrativa non avrebbe alcun strumento coercitivo per identificare chi gli sta davanti. Forse sarebbe il di inasprire la sanzione penale, ed in caso di mancato pagamento, commutarla in giorni di effettiva detenzione (tre o quattro sarebbero sufficienti, da scontare nelle celle di sicurezza del commissariato) onde scoraggiare i furbastri.
2016-12-02 20:56:06
... che i problemi sono altri ... del "ma anche"...
2016-12-02 17:45:26
le spese chi perde deve pagarle per intero, comprese le spese dello stato di 40 50 volte superiori alla multa, altrimenti che senso ha, nessun extracomunitario darà mai le sue generalità, mai. se italiano che ha casa propria o lavoro fisso la cosa è ben diversa, quello paga tutto, è siii, anche le spese extra ed anche quelle che non ci sono.
2016-12-02 17:00:22
Se il pesce si annusa dalla testa... ho sentito che meta' del tempo impiegato in corte costituzionale, riguarda contenzioso tra regioni e governo centrale.