Attentato a Barcellona, è un 25enne di Bassano la seconda vittima dei terroristi

È veneta la seconda vittima italiana
Luca, 25 anni, ferita la fidanzata
BASSANO DEL GRAPPA - Veneta la seconda vittima dell'attentato di Barcellona: si tratta di Luca Russo, 25enne di Bassano del Grappa, che era in vacanza in città insieme alla fidanzata Marta Scomazzon, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. L'altro italiano coinvolto è Bruno Gulotta, 35 anni, residente a Legnano, in Lombardia, che era in vacanza nella città catalana con la moglie e i due figli piccoli (un bimbo di sei anni e una bimba di sette mesi).

LUCA, LA TRAGEDIA MENTRE ERA CON LA FIDANZATA
Luca Russo aveva 22 anni ed era laureato in Ingegneria a Padova, era volontario della Croce Verde. Il giovane, originario di Marostica ma residente a Bassano del Grappa, si era laureato in Ingegneria (laurea triennale) a settembre e lavorava da parecchi mesi alla Fral di Carmignano di Brenta

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LUCA LAVORAVA NEL PADOVANO: «ERA CON NOI DA UN ANNO, VOLEVAMO FARLO CRESCERE
»«Stavamo investendo su di lui, volevamo farlo crescere. È come se fosse morto un fratello, siamo sconvolti». Stefano Facchinello è uno dei soci della Fral srl, l'azienda di Carmignano di Brenta (Padova) specializzata in deumidificatori dove lavorava Luca Russo. «Luca era entrato in azienda da circa un anno - spiega Facchinello - lavorava all'ufficio tecnico e seguiva gli schemi elettrici delle macchine che producono i deumidificatori. Era un ragazzo disponibile, preciso e puntuale, ci ha colpito per la razionalità e la determinazione». L'azienda è chiusa fino a martedì; Facchinello ha appreso la notizia dai Tg: «Non sapevo nemmeno che Luca fosse in Spagna - aggiunge - altrimenti avrei cercato di contattarlo subito come ho fatto con un'altra dipendente, che era a Valencia e stava bene».

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I DUE VENETI ARRIVATI DOMENICA E SAREBBERO DOVUTI PARTIRE SABATO 19
I due fidanzati erano arrivati nella città spagnola domenica sera e vi si dovevano trattenere sino a domani. Poi si sarebbero spostati a Valencia per fare ritorno in Italia mercoledì. Marta Scomazzon e Luca Russo erano fidanzati da un anno e mezzo.
 
 


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IL DISPERATO APPELLO DELLA SORELLA: "AIUTATEMI A RIPORTARLO A CASA"
Un disperato appello su Facebook è stato lanciato dalla sorella di Luca, Chiara Russo, quando ancora non era stata divulgata la notizia della morte del giovane bassanese, seconda vittima italiana dell'attentato di Barcellona. La ragazza, insieme ad un'amica, ha diffuso un post nel qualche chiedeva aiuto per rintracciare il fratello, del quale si erano perse le tracce.

«I terroristi, i kamikaze, ci ammazzano per intimidirci, piegarci e infine ricattarci. Il loro scopo non è riempire i cimiteri, non è distruggere i nostri grattacieli, le nostre Torri di Pisa, le nostre Tour Eiffel, le nostre cattedrali, i nostri David di Michelangelo. È distruggere la nostra anima, le nostre idee, i sentimenti, i sogni». È quanto aveva scritto nel luglio 2016 su Facebook, in occasione dell'attentato terroristico di Nizza, Chiara Russo, la sorella di Luca, morto a Barcellona.



LA FIDANZATA MARTA SCOMAZZON RICOVERATA
L'italiana ferita nell'attentato di Barcellona ancora in ospedale è la fidanzata di Luca Russo, il secondo connazionale rimasto ucciso nell'attacco. Lo ha detto parlando con il Tg1 il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Stefano Verrecchia, ricordando che nell'attentato sono rimasti feriti tre italiani, due già dimessi, mentre resta in ospedale la ragazza, Marta Scomazzon, che si trova in un ospedale della città spagnola con un piede e un gomito fratturati.

DA LUCA APPARTAMENTO VUOTO. GLI AMICI A CASA DI MARTA
Mentre nel condominio di largo Perlasca dove abitava assieme al papà Luca Russo, il giovane ingegnere bassanese rimasto vittima dell'attentato terroristico di ieri a Barcellona, non c'è nessuno a rispondere alle ripetute chiamate di campanello, nella casa di via Motton dove risiede la fidanzata di Luca, Marta Scomazzon, rimasta ferita a sua volta, si alternano amici partenti e conoscenti. «È una famiglia splendida - dice Alfredina Barboni, amica della mamma di Marta - con Roberta andiamo in palestra assieme due volte alla settimana. Marta la vedo poco ma è una gran brava ragazza, volontaria della Croce Verde; la mamma invece è attiva insieme a noi con il gruppo sportivo degli Alpini». Un amico di Luca che è andato a trovare la famiglia di Marta, Paolo, non ha molta voglia di parlare però riesce a dire che «solo l'idea che sia morto in questa maniera mi fa venire una rabbia infinita».



IL SINDACO DI BASSANO DEL GRAPPA: «SCONVOLTI»
Siamo enormemente sconvolti: tutta Bassano è attonita». Lo afferma il sindaco della città del Grappa, Riccardo Poletto, dove viveva assieme alla fidanzata Luca Russo, una delle due vittime italiane dell'attentato di Barcellona. «Conoscevo bene il ragazzo perché aveva frequentato il Liceo Brocchi dove io insegno religione, anche se non è stato un mio studente. anche la sua ragazza, Marta Scomazzon - prosegue il sindaco - è nota in città».
Poletto ricorda quindi che la giovane fidanzata di Russo, Marta Scomazzon, «è stata impiegata per qualche tempo all'ufficio stampa del Comune. Ragazzi a posto, che avevano il futuro davanti. Viviamo momenti di sbigottimento e incredulità - prosegue il sindaco - anche se in queste ore sale la rabbia per una violenza che non accettiamo. Stiamo pensando - conclude Poletto - ad organizzare un momento cittadino di silenzio e partecipazione in ricordo della giovane vittima».

 
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Venerdì 18 Agosto 2017, 13:36






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5 di 21 commenti presenti
2017-08-19 08:13:36
Queste vittime sono frutto del "falso" buonismo di preti e rappresentanti della sinistra. Andrebbero arrestati e condannati all'ergastolo.
2017-08-19 02:53:47
La civiltà occidentale è uscita dai "secoli bui" del medioevo perchè la gente per difendersi ha costruito città difese da muri. Se il barbaro o l'invasore di turno arriva e prova a farti fuori tu gli tiri le pietre da sopra il muro. E così sopravvivi. Se no finisci male... Nazioni dove i "muri" sono ancora forti (Cina che regolamenta in maniera precisa le entrate ai confini, Australia dove ti mitragliano se provi a sbarcare sulle loro coste) hanno capito che per poter sopravvivere bisogna difendersi, e "tirare le pietre". L'Europa purtroppo ha poca memoria storica, è gestita da dilettanti allo sbaraglio e i risultati sono quelli che vediamo sui giornali ogni giorno. Ma comunque è sempre e solo colpa nostra, visto che continuiamo ad eleggere questi incompententi.
2017-08-18 22:38:18
....e se ci togliessimo i....guanti....?
2017-08-18 22:28:36
Le mie piu' sentite condoglianze alle famiglie di questi bellissimi e bravi ragazzi che avevano una vita davanti e che invece e' stata troncata troppo presto da assassini esaltati e manipolati che non meritano neppure di essere ricordati, tanto e' il dolore che hanno arrecato. Spero tanto che ci sia un inferno e che ci finiscano.
2017-08-18 19:36:48
I terroristi ( musulmani ) sono paragonabili a dei cani da combattimento addestrati, l'islam è come il biscottino che si fa desiderare e si da ai cani quando combattono bene , i maggiori responsabili assassini da combattere per primi sono gli addestratori, ma non solo. Certo che dentro all'islam gli addestratori trovano tantissimi cani inclini per religione ad essere addestrati al combattimento per avere il biscotto furbamente promesso con l'inganno ed il falso insegnamento. ( vergini paradisi etc ) Una cosa è certa , bisogna ora difendersi dai cani addestrati , allo stesso tempo contrastare gli addestratori. Cosa non bisogna assolutamente fare? odiare tutti i cani perché è questo lo scopo vero dei criminali addestratori, lo scontro cieco pilotato. ( dividi et impera ) Attenzione, i cani che danno segno di aggressione vanno soppressi senza farsi tanti perbenismi, in special modo se entrano in casa nostra , meglio non farli entrare, se li fai entrare ti azzannano a morte, come vanno combattuti tutti i perbenismi ed i musulmani che si ostinano a dire che la mente non è L'Islam, ed a chiudere gli occhi ben sapendo che la mente giustamente non è l'Islam , ma la mano armata si.