Le nuove frontiere del ritocco, tutte le app per «superare» la prova costume

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Le nuove frontiere del ritocco, tutte le app per «superare» la prova costume

di Costanza Ignazzi


Sì, viaggiare. Ma solo se la destinazione offre la concreta possibilità di scattare - e condividere - il selfie perfetto. La tecnologia non va in vacanza, anzi proprio in quel frangente diventa assolutamente necessaria: soprattutto per quanto riguarda le app di fotoritocco, fondamentali per migliorare il classico scatto in costume. Se, come rivela una ricerca di Booking.com, un terzo dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 34 anni viaggia soprattutto per avere foto più belle da postare sui social, la concorrenza è ardua e spesso non bastano un mare caraibico o un originale sfondo esotico a vincere la gara di scatto con amici, conoscenti e colleghi. C'è quel filo di pancetta da togliere, il lato B non proprio tonico da rimodellare e quella fastidiosa turista che non vuole saperne di andar via dall'inquadratura da cancellare senza pietà. Modifiche da realizzare nel modo più semplice e rapido possibile visto che, spiega la ricerca, scattare subito una bella foto da condividere è tra i primi pensieri del 27% dei vacanzieri. Il classico Photoshop? Troppo complesso e la versione per smartphone troppo limitata. Lo strumento di fotoritocco dei professionisti è stato sostituito da un tripudio di app che permettono, con un solo clic, di cancellare i difetti e rendere lo scatto degno di una rivista patinata.

LA MIGLIORE INQUADRATURA
L'ultima novità è stata sviluppata dall'Università di Waterloo, che ha sostanzialmente studiato l'algoritmo del selfie perfetto. La app indirizza l'utente verso la migliore inquadratura possibile con lo smartphone in base alla direzione della luce, la dimensione del volto e la posizione del soggetto. Per arrivare al risultato perfetto Dan Vogel, professore di informatica e colleghi hanno scattato centinaia di selfie virtuali modificando di volta in volta le tre variabili: la foto migliore, che è poi servita a elaborare l'algoritmo, è stata decretata dalla votazione di migliaia di persone. L'obiettivo è eliminare alla base i potenziali difetti: niente più post-produzione o filtri per rimediare allo scatto troppo buio o a quella fastidiosa ombra che non ci rende giustizia. Ma nella società dei Mi piace e della ricerca forsennata di followers apparire al meglio, a volte, non basta: per fare concorrenza agli onnipresenti influencer bisogna essere «belli, belli in modo assurdo». Anche perché a forza di rimirare gli scatti perfetti di star e starlette ogni piccola imperfezione diventa più evidente. Così lo smartphone subentra dove non arrivano palestra e chirurgia estetica: se il colorito è troppo spento o il naso un po' pronunciato c'è Perfect365, una delle app più gettonate del momento, che permette non solo di correggere i difetti in post-produzione ma anche di modificare la foto prima dello scatto provando diversi stili di trucco come nel miglior salone di bellezza.

RITOCCHINI
Per un fisico da spiaggia quando scatta l'ora della prova costume invece c'è Lite, la app per snellire le rotondità e rimediare magicamente alla forza di gravità che, si sa, con l'età non risparmia nessuno. E pare che la mania della perfezione non risparmi nemmeno gli uomini visto il successo di Sixpack, che permette letteralmente di «incollare» addominali da star su fisici da comuni mortali. Il risultato, con un po' di attenzione, è sorprendentemente realistico. Per chi non si sentisse abbastanza pratico da cimentarsi in prima persona la app RetouchMe provvede da sola, o meglio invia lo scatto a un team di professionisti che - a pagamento - faranno le dovute magie. Se è l'espressione a essere sbagliata si può rimediare con FaceApp, capace addirittura di trasformare un broncio in un sorriso. Sul mondo dei social come nella realtà, però, i piccoli difetti si possono camuffare (anche) con una buona dose di ironia: in principio fu Snapchat, seguito poi dalle sempre più popolari Instagram stories. Gli adesivi, buffe facce di animali, corone di fiori e occhiali da nerd spopolano tra millennial e non.

ARTE VIRTUALE
La mania trasformista non ha risparmiato nemmeno Donald Trump, il cui volto è stato «rivisitato» in versione manga attraverso la app cinese Meitu, che conta 500 milioni di utenti per un totale di 6 miliardi di scatti al mese. E anche l'americana Cindy Sherman, regina dell'autoritratto concettuale, ha ceduto a Instagram e aperto al pubblico il suo profilo (118mila follower in pochi giorni) sperimentando sul proprio volto radicali deformazioni ed effetti scenici vari grazie all'app Facetune. Niente più costumi e parrucche: la vita dell'artista non è mai stata così facile.

costanza.ignazzi@ilmessaggero.it
 
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Lunedì 14 Agosto 2017, 16:38






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1 di 1 commenti presenti
2017-08-18 07:02:22
Una volta il fotografo consigliava ed aggiustava spalline e bottoni ed il filo con mano.