Charlie, concesse ai genitori 48 ore per convincere i giudici che può vivere

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Charlie, concesse ai genitori 48 ore per convincere i giudici che può vivere
Ancora 48 ore. È il tempo che il giudice dell'Alta corte di Londra ha concesso ai genitori di Charlie Gard per presentare le nuove «prove» sull'efficacia delle cure sperimentali alle quali vogliono sottoporre negli Stati Uniti o in Italia il piccolo ora ricoverato al Great Ormond Street Hospital nella capitale del Regno. La tesissima udienza di ieri, arrivata dopo una campagna di solidarietà internazionale, sostenuta dagli Stati Uniti e dall'Italia, per non staccare la spina al neonato di 11 mesi come invece chiedono i medici britannici si è chiusa con un rinvio a giovedì, quando la corte dovrà esprimersi sulle informazioni fornite dalla famiglia.

Il giudice Nicholas Francis è stato piuttosto chiaro in proposito: sarebbe ben disposto a cambiare la sua precedente decisione in cui dava ragione ai dottori del centro pediatrico inglesi, propensi a non far più soffrire il neonato staccandogli i macchinari che lo tengono in vita, ma le nuove informazioni dovranno «drasticamente» cambiare il suo punto di vista, quindi essere inoppugnabili. È arrivato a questo dopo un botta e risposta con Connie Yates, la madre di Charlie, che ha mostrato ancora una volta il suo grande coraggio. «La possibilità di successo è del 10%. Se fosse suo figlio, lei lo farebbe?», ha chiesto la donna, ottenendo una risposta positiva dall'alto magistrato. «Non c'è nessuno coinvolto in questa vicenda che non voglia salvare Charlie», ha sottolineato il giudice. Ma Connie e il padre di Charlie, Chris Gard, hanno anche accusato i legali dell'ospedale londinese di aver mentito. E al termine dell'udienza hanno tenuto una brevissima conferenza stampa in cui il loro legale ha letto un comunicato riassumendo quanto accaduto oggi e ringraziando ancora quanti nel mondo li stanno sostenendo.

Gli studi medici che cambiano le carte in tavola, secondo i Gard, dovranno quindi venire esaminati con cura e la valutazione deciderà il destino di Charlie. Il giudice Francis, mai particolarmente tenero con la famiglia, oggi ha voluto specificare che non vuole essere in nessun modo influenzato. «Devo decidere di questo caso non sulla base dei tweet e nemmeno sulla base di quello che viene detto sulla stampa», ha sottolineato. È chiaro il riferimento a una mobilitazione che ormai ha fortemente coinvolto non solo l'opinione pubblica ma anche gli stessi media del Regno, che in un primo momento non avevano dedicato una particolare attenzione alla vicenda. Oggi invece il Sun apriva la prima pagina col titolo «miracolo per Charlie», riprendendo le speranze della madre rispetto alla cura sperimentale che avrebbe già dato importanti risultati anche su un bambino americano. Mentre il conduttore di Sky News, mentre intervistava Connie, le ha dichiarato il sostegno dell'emittente. Ma è soprattutto la gente che si muove: oggi diversi manifestanti erano davanti alla sede dell'Alta corte e urlavano «salvate Charlie Gard» mentre all'interno si discuteva del piccolo.
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Marted├Č 11 Luglio 2017, 10:47






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