Una estate "cafonal" a Venezia,
tra bisogni in pubblico e luci rosse

PER APPROFONDIRE: degrado, foto choc, venezia
Una estate "cafonal" a Venezia, ​tra bisogni in pubblico e luci rosse

di Tiziano Graziottin

VENEZIA - Altre cartoline da Venezia. Al capolinea di un agosto di polemiche, foto-choc, discussioni furiose su degrado e decoro, riassumiamo fotograficamente in questa pagina i temi caldi dell’estate. Una sorta de "il peggio di", anche se in realtà le immagini raccontano solo situazioni di inciviltà e maleducazione pubblicabili; altre foto in nostro possesso sono decisamente improponibili (vedi effusioni a luci rosse en plein air a Rialto).
Quindi: tuffi e bagni nella "spiaggia" di San Marco; bisogni corporali in pubblico (a proposito, proponiamo anche da altra angolazione la foto della signora con lato B in esposizione, giusto per rassicurare i dubbiosi); droni e lucchetti a go go; gite acquatiche con i ciambelloni in laguna e bici parcheggiate in calle.
 
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Domenica 28 Agosto 2016, 12:25






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5 di 17 commenti presenti
2016-08-29 23:47:17
@appalla: mai sentito parlare della goccia che fa traboccare il vaso? Quanto a definire quella persona una "signora" beh...avrei qualche dubbio sulla signorilità del suo atteggiamento.
2016-08-29 19:37:45
@ruzante; ha perfettamente ragione. Infatti pure l'Unesco rischia di cancellare la Venezia d'oggi dai siti patrimonio dell'umanità.Tristissimo vedere la decadenza di una città che era vivibile, dov'era bello camminare mentre ora...
2016-08-29 11:33:30
gianni51. 2016-08-29 10:57:09- Mi piacerebbe sapere quali sarebbero le "iniziative vere" per ripopolare Venezia. L'unica sarebbe detassare per permettere ai residenti di sostenere le spese necessarie per vivere in una città con edifici centenari e spesso diroccati, bisognosi di costanti e costosissime cure, detassare per permettere a chi ha attività commerciali di contenere i prezzi, per non costringere i residenti a far la spesa in terraferma. Se i veneziani cedono a cinesi e cingalesi è perché solo loro riescono a far profitti vendendo paccottiglia, non pagando tasse. Altrimenti i negozi rimarrebbero miseramente chiusi. E se vendono gli appartamenti a stranieri è perché solo gli stranieri sono interessati ad acquistare. E se affittano la seconda casa a turisti o studenti è perché nessuno è interessato a venire a vivere a Venezia. E se affittano una o due camere del loro appartamento di residenza, è perché almeno così riescono a pagare tasse e bollette e possono restarci. L'indipendenza non è una farneticazione ma un progetto politico, la sola soluzione che ci potrà permettere di risollevare la testa.
2016-08-29 10:57:09
Non ho capito di cosa stiamo parlando, ci lamentiamo perchè Venezia si è trasformata in un parco giochi a cielo aperto? Ma se anche il simbolo per antonomasia, cioè i gondolieri, da decenni ormai non svolgono più il loro mestiere, cioè essere a servizio dei Veneziani, trasportando cose e persone, ma diventando una attrazione come se fossimo a Gardaland, per non parlare di tutte quelle attività che prima erano appannaggio dei Veneziani e che quest'ultimi, non i sud Tirolesi, hanno ceduto a Cinesi, Cingalesi etc. Quei pochi residenti rimasti , poco più di 50000, e ricordo che residenti non vuol dire Veneziani, non hanno nessuna possibilità di invertire questa tenenza, neanche il buon Brugnaro, nonostante la promessa elettorale di ripopolare il centro storico, riuscirà a far rientrare uno dei fuori usciti, e prima coscientemente assimileremo questa verità, forse si riuscirà a mettere in cantiere iniziative vere, senza farneticare di Indipendenza o altre anacronistiche perdite di tempo.
2016-08-29 10:26:14
agner 2016-08-29 09:35:56- Che c'entra? Dissolutezze ed eccessi ce ne son sempre stati ovunque, anche a Venezia, ovviamente. E non serve necessariamente compulsare l'archivio di stato, puoi trovare libri che ne parlano: "Il libertinaggio in Venezia, dal secolo XIV alla caduta della Repubblica", "Feste spettacoli divertimenti e piaceri degli antichi veneziani" entrambi del Tassini, Filippi editore. O "La vita a Venezia nel XVIII secolo" di Norbert Jonard, Aldo Martello editore, per esempio. Ma non vedo il nesso logico con quanto sta accadendo oggigiorno. Venezia è sempre stata una città cosmopolita e affollata, ma solo Napoleone può competere con i politici che l'hanno governata negli ultimi decenni, veneti e veneziani, d'accordo, ma pur sempre appartenenti a partiti italiani.