Elena, cervello in fuga: «In America
valgo due milioni, non torno in Italia»

PER APPROFONDIRE: mirano, ricercatrice, universita
Elena Savoia e l'istituto dove lavora

di Gabriele Pipia

MIRANO - «Tredici anni fa, quando sono arrivata, non era affatto mia intenzione rimanere negli Stati Uniti. Ma appena mi sono accorta delle differenze, ho capito che non sarei tornata indietro. In Italia regna il pessimismo, qui ci sono ottimismo e voglia di fare: sembra che tutto sia possibile». Dopo la laurea in Medicina a Bologna, a 27 anni Elena Savoia di Mirano è stata selezionata per il master in Sanità Pubblica ad Harvard, nel Massachusetts. Ora che di anni ne ha 43, Elena è ancora ad Harvard come vice-direttore del Programma per l'addestramento e la ricerca sulle grandi emergenze di sanità pubblica. Un ruolo di responsabilità in una delle università più prestigiose del mondo.
Cosa starebbe facendo se fosse in Italia?
«Guardi, dopo 13 anni devono ancora creare una posizione di ricercatore nel dipartimento di Bologna che frequentavo. I professori apprezzavano il mio lavoro ma nell'università italiana non c'erano posizioni per me».
Ammesso che ci fosse stato un posto adeguato, quale sarebbe stata la differenza di salario?
«Lo stipendio di un neolaureato del nostro gruppo ad Harvard alla prima esperienza è quello di un ricercatore italiano dopo 10 anni di gavetta».
Quando ha capito che la sua carriera sarebbe decollata in America?
«Nel 2003 gli americani mi hanno selezionata per il master pagandomi un terzo delle spese e per il resto ho chiesto un prestito in banca: ovviamente una banca americana, in Italia mi hanno detto che non era possibile. Nel 2004 ho finito il master col massimo dei voti e mi hanno assunta».
Scommessa vinta?
«Oggi faccio entrare nelle casse di Harvard due milioni di dollari all'anno, se investono è perché sanno che poi i soldi tornano. In che modo? I nostri progetti vengono finanziati dalle grandi istituzioni come l'Oms, con quei soldi noi paghiamo la ricerca ma anche le persone che ci lavorano. Ogni gruppo di ricerca è come una piccola azienda che si autofinanzia, motivata a fare sempre il meglio».
In Italia, invece?
«In Italia il sistema non cambierà mai finché c'è gente che viene pagata senza produrre».
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Martedì 23 Febbraio 2016, 14:00






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valgo due milioni, non torno in Italia»
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5 di 22 commenti presenti
2016-02-24 17:08:12
Eppure non passa giorno che sui giornali si legge di qualche straordinari scoperta fatta in Italia, una molecola anti....un cuore artificiale per...un satellite quasi tutto Italiano.... prima volta di un trapianto.... e così via, vuol dire che comunque non tutti fuggono, poi concordo che sarebbe meglio se i nostri giovani trovassero le opportunità di sviluppare il proprio genio nel nostro paese.
2016-02-24 15:21:18
Go. Gi-1. troppi commenti. Segno di poca stabilità Posso solo garantirti che, annualmente, porto ben più di due milioni netti.
2016-02-24 09:36:03
Esprtiamo cervelloni dopo averli formati...in compenso importiamo malavita che trova conveniente installarsi qui.Il rischio "d'impresa" basso, se va male ti risarciscono, il profitto alto.
2016-02-23 23:23:52
Meno di un'ora al giorno..... e per lei è bene una cosa come questa ! E tutte le altre cose che ha scritto per me sono il far funzionare una nazione ! Non dimentichi che se licenziato dopo due ore riassunto...... provi qui in questo Paese disastrato se licenziato ad essere riassunto !
2016-02-23 21:51:45
A leggere certi commenti si ha la sensazione che sia ancora in atto la fuga dei cervelli... povere tastiere.