«Ucciditi, ucciditi»: 16enne istigata online al suicidio da due studenti

«Ucciditi, ucciditi»: 16enne istigata  online al suicidio da due studenti

di Monica Andolfatto

MESTRE - Un'adolescente strappata a un crudele linciaggio sul web. Un ragazzo e una ragazza di un anno più grandi denunciati alla Procura dei minori per istigazione al suicidio. I carnefici residenti a Mestre, la vittima nel Veneto orientale: tutti studenti. Che qualcosa non andasse e che comunque non si trattasse di una sciocchezza lo aveva intuito la madre di Sofia, il nome è di fantasia. Così le ha preso il cellulare e ha capito. Con le lacrime agli occhi e la rabbia nel cuore: la sua bambina era vittima da oltre un mese di un azione continua e brutale di killeraggio on line. Minacce di morte, ingiurie, insulti, offese irripetibili fino a quegli orribili messaggi ripetuti con sadica cadenza: «Ucciditi, ucciditi». E Sofia di atti di autolesionismo purtroppo ne aveva già fatti, proprio per la sua incapacità di sentirsi al pari degli altri. La donna non ha avuto alcuna esitazione e si è rivolta ai carabinieri. Gli accertamenti avviati hanno confermato il contesto delineato e hanno permesso di raccogliere gravi indizi a carico dei due 17enni. Adesso sarà il magistrato a valutare posizioni e responsabilità...
 
 
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Martedì 18 Luglio 2017, 08:27






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5 di 20 commenti presenti
2017-07-19 17:57:10
Purtroppo i genitori dei bulli diranno che la ragazzina era debole e che è colpa dei genitori della vittima, perché l'hanno tenuta in una campana di vetro, e che la vittima avrebbe dovuto sapersi difendere da sola... storie di ordinario bullismo a mestre.
2017-07-18 19:00:51
ma è possibile che uno si suicida perchè qualcuno glielo ha scritto in un messaggio?????
2017-07-18 15:40:34
le nuove generazioni sono ormai geneticamente deboli .... 50 anni fa azioni e reazioni sarebbero state ben diverse ...
2017-07-18 16:32:13
E' vero come un ferro da stiro no sa nuotare.
2017-07-18 15:25:02
Non meravigliatevi, certi sistemi di indottrinamento e manipolazione psicologica vengono adottati quotidianamente dalla società e dalla chiesa, anche se non a questi livelli mezzi coercitivi sono adoperati negli interrogatori, sono mezzi di torturale cui fondamenta risalgono alla notte dei tempi, annientare la personalità per ottenere la risposta che ci si è prefissi, soddisfazione di onnipotenza per menti malate e purtroppo di malati ne a centinaia di migliaia è la società nel suo generale che è malata, nessun rimedio..., se non azzerare tutto o formattare il sistema per dirla in termini informatici.