VENEZIA - Imprenditori che perdono ogni speranza, si sentono abbandonati e dimenticati dallo Stato, che non ce la fanno più a tirare avanti, che non vedono un futuro e per tutti questi motivi decidono di farla finita: il dato è allarmante, soprattutto in Veneto, e a rilanciare l'argomento anche oggi, visti gli ultimi casi di suicidi (l'ultimo solo ieri nel Vicentino), è la Cgia di Mestre.
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lo trova impiccato all'interno dell'azienda.
Il sindacato sottolinea che il Veneto, in chiave economica, non fa più da traino al Paese perché si fa sempre meno impresa: 26 piccoli imprenditori si sono uccisi a causa della crisi economica (record nazionale); poi è stato registrato un incremento del 5%, tra il 2010/2011 (ultimo dato disponibile), di nuovi pazienti trattati con antidepressivi in maniera intensiva (record nazionale).
Inquitante, per la Cgia, il -2.770 tra le nuove imprese iscritte e quelle cessate presso le Camere di Commercio (record nazionale). C'è poi il -2.505 quale saldo tra le nuove imprese artigiane iscritte e quelle cessate presso le Camere di Commercio (solo la Lombardia presenta un dato peggiore). Ci sono poi 150.000 disoccupati (tasso disoccupazione al 6,6%), picco mai raggiunto negli ultimi 20 anni e il -4% stimato sul calo dei consumi delle famiglie venete che, indubbiamente, ha penalizzato il mondo del commercio e della piccola impresa che, nella stragrande maggioranza dei casi, vive della domanda interna.
«Non siamo più la locomotiva economica del Paese, ma non siamo finiti su un binario morto - dice il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi -. Il Veneto, come del resto tutto il Paese, ha bisogno di politiche per il rilancio industriale che tengano conto delle specificità del nostro mondo produttivo fatto di piccole e piccolissime imprese». «Nonostante il boom di suicidi che ha riguardato i piccoli imprenditori del Veneto - aggiunge - l'aumento della disoccupazione, il peso fiscale che continua a salire e il calo dei prestiti bancari, l'export è in crescita e molti distretti produttivi hanno da tempo superato brillantemente la crisi. Purtroppo - conclude -, a soffrire sono le piccole imprese che vivono dei consumi delle famiglie che, da tempo, hanno ridotto drasticamente gli acquisti».