Regeni, il premier Gentiloni al Copasir: «Trovare la verità è un dovere di Stato»

Regeni, il premier Gentiloni al Copasir: «Trovare la verità è un dovere di Stato»
ROMA - «La ragion di Stato non può prevalere sulla ricerca della verità». Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in una lunga audizione al Copasir durata due ore e mezzo, che ha toccato tutti i dossier della sicurezza nazionale, dalla Libia ai migranti, dal terrorismo («attenzione alta ma nessuna evidenza») alla rete Telekom-Sparkle, definita «strategica» e che sarà tutelata usando «tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione», a Fincantieri-Stx. Nel corso della riunione il presidente, che era accompagnato dal direttore del Dis, Alessandro Pansa, si è riservato di produrre in seguito ulteriore documentazione richiesta dai componenti del Comitato.
Trovare la verità sull'uccisione di Giulio Regeni «è un dovere di Stato», ha spiegato Gentiloni difendendo la decisione di mandare al Cairo l'ambasciatore Giampaolo Cantini, che si insedierà dopodomani proprio con il fermo mandato di cercare di ottenere la massima collaborazione da parte delle autorità egiziane. Al premier è stato anche chiesto conto dell'informativa che gli Usa - a quanto riferito dal New York Times - ha mandato al Governo Renzi per comunicare «prove esplosive» sul coinvolgimento degli apparati di sicurezza egiziani nell'omicidio Regeni. A quanto appreso il premier avrebbe spiegato che in realtà il dossier era abbastanza generico e non conteneva elementi di novità significativi rispetto a quanto già noto ai nostri 007. Il dossier non è stato consegnato materialmente all'epoca al Copasir perchè conteneva informazioni di servizi terzi, ma il materiale sarebbe stato girato ai magistrati italiani.
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Mercoledì 13 Settembre 2017, 05:03






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