I cacciatori di graffiti: chi salva la voce dei soldati scritta sulla roccia

I cacciatori di graffiti: chi salva la voce dei soldati scritta sulla roccia

di Paola Treppo

CHIUSAFORTE e FORGARIA (Udine) - C'è chi dedica il suo tempo libero a salvare la memoria nascosta della grande guerra: sono i "cacciatori" di graffiti. Chi, cioè, raggiunge le montagne del Friuli e di confine per fare i calchi di epigrafi, incisioni, targhe, lapidi, scritte, ancora oggi esistenti ma destinare a scomparire a causa della pioggia, del deterioramento della roccia, dell'avanzare della vegetazione. Sono due le realtà, in Fvg, che si occupano con dedizione e grande impegno alla salvaguardia e al recupero di queste testimonianze scritte, tra le vestigia delle opere e sui campi di battaglia del primo conflitto mondiale. 
 
 


A Chiusaforte
A Chiusaforte l'Associazione storico-culturale Memorie Canal del Ferro che gestisce il museo nella Caserma Zucchi, è una delle poche in Italia, forse l'unica, che esegue i calchi dei graffiti sulle montagne (nelle foto) e che poi li espone, con collaborazioni in tutto il Paese per mostre ed eventi, e anche solo per ricerca. Il lavoro del calco non è semplice ed è anche pericoloso, visti i punti, spesso molto difficili da raggiungere, in cui si trovano le incisioni. Tra loro c'è anche Paolo Andrea De Monte, appassionato e autore anche di un libro a tema, 1915-1918, Due anni di guerra, con le fotografie di Pio Bertini medico degli alpini sul fronte carnico. 

A Ragogna
A Ragogna, invece, c'è il Gruppo storico Friuli Collinare Museo della Grande Guerra che conta lo storico Marco Pascoli, autore di un libro fotografico sui graffiti. Sono circa 2000 le testimonianze di questo tipo conosciute nel territorio compreso tra il Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e la Carinzia, ritrovati dal gruppo di Ragogna in 20 anni di ricerca, tuttora in corso con l'obiettivo, tra gli altri, di creare un catasto dei graffiti della grande guerra. Italiani, austro-ungarici e germanici, ufficiali e individuali, patriottici o pacifisti, sono un prezioso elemento di memoria. Sono la voce dei soldati scritta sulla roccia.
 
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Sabato 19 Agosto 2017, 12:21






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1 di 1 commenti presenti
2017-08-20 06:03:05
Ma la vera storia sta scritta in diari e memoriali non ufficiali..e documenti che spuntano. Gadda, in "Giornale di guerra e prigionia" ne racconta di cotte e di crude.Pure Silvio D'Amico...Carlo Salsa..Caccia Dominioni...