Giorgio: mezzo secolo per il gelato artigianale e ora è nato un museo

PER APPROFONDIRE: artigiani, gelato, lignano
Giorgio De Pellegrin nella sua gelateria di Lignano

di Paola Treppo

LIGNANO SABBIADORO (Udine) - Cinquant’anni e non li dimostra. Di attività, ovviamente. È dal 1967 infatti che Giorgio De Pellegrin, assieme al fratello Arturo, con le mogli Nella e Nadia, si dedica all’arte del gelato a Lignano. Prima a Sabbiadoro poi a Pineta, dov’è ritornato all’opera anche in questa stagione balneare, per lui la 51ma di attività, per restituire agli appassionati del gelato di pregio il gusto della fresca leccornia e il sapore genuino dell’estate. Perché, come sostiene da sempre, fare il gelato non è da tutti.

«Fare il gelato significa seguire procedimenti precisi, conoscere la chimica, per sapere a che cosa va incontro ogni tipo di componente quando incontra il freddo a qualche decina di gradi sottozero. Prevedere che cosa potrà risultare da un nuovo gusto» spiega. Giorgio ha vinto titoli mondiali nell’arte del gelato, ha partecipare a trasmissioni televisive di prima serata, come La prova del cuoco, e a concorsi internazionali, come il Festival del gelato mediterraneo a Cefalù.

Giorgio ha creato gusti nuovi e accattivanti
Giorgio ha creato gusti nuovi e accattivanti, come Rosso Tiziano, Fichissimo, con il fico moro di Caneva di Sacile, la sua città, il gusto al Prosecco, pere e prosecco, cioccolato con l’arancio candito, alla cannella, alla liquirizia, ai pistacchi di Bronte, uno tra i primi in Italia, persino al mosto cotto di antica ricetta romana chiamato Asperum. Tutto senza aggiungere additivi o conservanti. «Quando hai mangiato un gelato, ti deve venire voglia di mangiarne un altro. Questo significa che è genuino e realizzato a regola d’arte» dice.

Il piccolo museo del gelato
La sua famiglia, di origine zoldana, si era trasferita in Istria agli inizi del secolo scorso, poi in Germania, ma da anni è lignanese, d’estate, e del pordenonese, nel resto dell’anno. Proseguendo un’esperienza iniziata due anni fa, anche quest’anno Giorgio ha voluto offrire alla clientela un’occasione in più per comprendere che cos’è l’arte del gelato: ha dedicato un angolo della sua gelateria all'allestimento di un piccolo museo del gelato. Qui si possono vedere accessori, attrezzi, i set di diverse epoche per realizzare e per offrire il gelato artigianale. Non manca una delle prime mantecatrici, in grado di separare il gelato dalla tendenza a rimanere appicciato ai bordi del recipiente da lavorazione, e di riprodurre la temperatura glaciale da cella frigorifera semplicemente sfruttando la reazione di acqua e sale.
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Giovedì 14 Settembre 2017, 10:45






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