Impegnato a combattere il cancro
gli arriva la visita fiscale a casa

PER APPROFONDIRE: cancro, tolmezzo, visita fiscale
Il Cro di Aviano dove il paziente è stato seguito

di David Zanirato

TOLMEZZO - Combatte contro il tumore e gli arriva la visita fiscale. Giuridicamente nulla di irregolare, la legge prevede la facoltà per l'azienda di disporla o meno. «Moralmente però quanto è successo lascia davvero l'amaro in bocca». Si sfoga così C.P., 56 anni, da tre anni in lotta contro un tumore, dopo aver ricevuto il 18 dicembre scorso la visita fiscale da parte dell'azienda carnica per la quale lavora da oltre 30 anni. «Va bene che lo prevede la norma - racconta - ma c'era modo e modo». La storia di C. inizia a fine 2013 con un fastidio al collo. Inizialmente si pensava ad un problema alla tiroide poi a seguito di diverse visite si scopre che si tratta di un carcinoma papillifero. «Nel giro di tre mesi vengo sottoposto a due interventi, nel mezzo dei quali arriva la prima visita. Poi l'inizio della radioterapia, una lenta ripresa e il ritorno al lavoro tra aprile e maggio 2014». A settembre, a seguito di un controllo a Udine, qualcosa ritorna a non quadrare a causa di un linfonodo anomalo. Decide di richiedere un accertamento più approfondito al Cro di Aviano e a gennaio di quest'anno attraverso un esame specifico emerge che il valore della tiroglobulina nel sangue è di molto sopra la media: «Vengo sottoposto alla Pet, dalla quale spuntano circa una trentina di cellule tumorali ancora vive. L'11 maggio mi operano per la terza volta al collo, 50 punti di sutura e 14 linfonodi maligni eliminati».

Per il manutentore si apre l'ennesima fase di recupero e riabilitazione alla spalla, parallelamente ad altre 30 sedute di radioterapia. «In questo periodo sono andato più volte dal medico - spiega ancora -: avevo forti giramenti di testa, non riuscivo a dormire la notte, mi sono stati prescritti degli antidepressivi e l'unica maniera per non "esplodere" era uscire, fare delle camminate; anche se avrei voluto rientrare al lavoro mi sono reso conto che non ero nelle condizioni psicofisiche per farlo». Il 20 novembre scorso quindi manda un ulteriore certificato al lavoro, il 3 e l'11 dicembre viene richiamato ad Aviano per dei checkup: «Si tratta dei peggiori a livello mentale perché dopo tre interventi subìti ti continui a chiedere se siano veramente gli ultimi. E naturalmente è il momento in assoluto nel quale hai più bisogno di evadere da casa». Eppure c'è l'incognita della nuova visita fiscale. Che si materializza il 18 dicembre. «Una scorrettezza inconcepibile - fa notare ancora - se proprio dovevano mandarla non potevano farlo a fine novembre? Tra l'altro la mia intenzione era quella di rientrare al lavoro proprio da gennaio. Pensare che in trent'anni di servizio non ho mai preso dei giorni per malattia...».
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Martedì 29 Dicembre 2015, 15:10






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5 di 16 commenti presenti
2015-12-30 14:11:02
Non si fidano neanche delle amputazioni: l'arto potrebbe ricrescere. (E i morti risorgere: ci sono almeno due casi in letteratura.)
2015-12-30 14:09:05
In NESSUN CASO il paziente è esonerato dalla reperibilità. Anche nel caso di visite o terapie extradomiciliari, il paziente è TENUTO a dimostrare che non potevano essere fatte in altro orario o data. L'assurdo sta che "altra data" potrebbe dire domani, ma anche tra vent'anni. Quindi il paziente è SEMPRE colpevole, e per discolparsi deve andare personalmente alla commissione. E spesso non può. Lo spauracchio della visita fiscale, nata per combattere quattro furbetti, è un abominio che penalizza e punisce i malati veri. L'unica fortuna è che non può (potrebbe) essere fatta due volte per lo stesso periodo di malattia (occhio che "continuazione" o "ricaduta" sono considerati periodi distinti). Ci sono varie sentenze per "vessazione" in merito.
2015-12-30 08:42:37
E' uguale il trattamento dei dipendenti privati e di quelli pubblici. con una differenza però, i privati hanno la fascia di reperibilità diverse: il dipendente pubblico ha una fascia di reperibilità dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, quello privato no.
2015-12-30 00:08:06
Premesso che. la parte di certificato medico che arriva nelle mani del datore di lavoro riporta solo i giorni di malattia e non fa alcun accenno alla diagnosi, il datore di lavoro ha possibilità di accettarne il contenuto oppure chiedere la visita fiscale attraverso una procedura on line che comporta un costo di circa 60 ?. Altre volte tale visita fiscale viene stabilita "motu proprio" dalla stessa Inps e al lavoratore non viene detto chi ha commissionato l'accertamento medico. Nel caso il medico fiscale non trovasse il lavoratore lo convoca in un momento successivo presso ambulatorio Inps dove potrà giustificare la malattia e eventuali motivi della sua temporanea assenza dal domicilio. Nel caso la malattia non venga riconosciuta l'Inps comunica dopo qualche giorno e emette una nota di addebito al datore di lavoro il quale tratterrà la somma percepita illecitamente dal lavoratore nella prima busta paga utile. Ciò premesso consente di valutare a chi ci legge se è stata fatta qualche scorrettezza.
2015-12-29 19:57:52
Forse i tuoi sono retaggi mentali. I dati dell'INPS dicono che nel privato, nell'arco dell'anno, si fanno più giorni di malattia che nel pubblico. Guarda un po'... Comunque sono d'accordo: in caso di cancro è assurdo e disumano verificare le certificazioni ospedialiere.