Bufera sui profughi, la preside:
«Progetto didattico, mi sento ferita»

PER APPROFONDIRE: paese, paola rizzo, preside, profughi
Paola Rizzo, preside della scuola media Casteller di Paese, accanto alle bandiere delle varie nazionalità dei suoi studenti

di Mauro Favaro

PAESE - Dopo le proteste di alcuni genitori, arrivati a minacciare di tenere a casa i figli da scuola, la Caritas ha ritirato la collaborazione al progetto per le classi seconde e terze delle medie Casteller di Paese, che prevedeva tre incontri su immigrazione, accoglienza e stereotipi con testimonianze dirette di due richiedenti asilo. Il primo appuntamento di ieri è saltato. E così il resto dell'attività.

«L'impianto era esclusivamente didattico -spiega la preside Paola Rizzo- ma capiamo che la Caritas abbia voluto stemperare il clima». Gli insegnanti, a partire dalla vicepreside Giada Signori, si sono stretti attorno alla Rizzo. «I docenti mi sostengono - spiega la dirigente - mi hanno chiesto una sola cosa: difenda la nostra scuola». Lei è pronta a farlo, anche dopo che l'amministrazione comunale di Paese si è schierata contro di lei: «Da me non è venuto nessun genitore. Il nostro lavoro di educazione alla cittadinanza va avanti. Certo, le frasi arrivate dall'amministrazione mi feriscono personalmente e professionalmente. Ma feriscono soprattutto questa scuola e chi ci lavora con grande generosità».
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Sabato 5 Marzo 2016, 11:37






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5 di 23 commenti presenti
2016-03-07 14:40:26
Preside, perchè non invita anche qualche italiano che perso il lavoro dorme in auto o peggio? Così i suoi studenti potranno capire anche il mondo che spetta a loro!!!
2016-03-07 10:57:27
provate ad immaginare che "reazioni" (rivoluzioni?) ci sarebbero state se nel 1956 avessero tenuto lezione 2 ungheresi (rifugiati dalla invasione sovietica) o nel 1968 a tener lezione fossero stati dei Cecoslovacchi (primavera di Praga?)
2016-03-06 23:12:30
Ormai sta iniziando il condizionamento psicologico. Avanti con i diritti di tutti e i doveri di nessuno ( eccetto i nativi)
2016-03-06 12:30:35
apota 2016-03-06 10:28:08------ Dal suo post presumo che Lei sia uno dei tanti Nobel che in incognito postano in questo social. Per la serie un altro cervello in fuga senza tastiera.
2016-03-06 11:53:40
più che profughi (in realtà,richiedenti un asilo che in quasi il 50% dei casi non viene concesso)si cercava di imporre a degli scolari minorenni senza l'ok dei genitori,due TESTIMONIALS del pensiero unico -politicamente corretto- che obbliga a ritenere tutti questi signori come "profughi di guerre" in realtà viste da costoro forse solo al cinema.Non vi preoccupate,caritas in testa,che il vostro lucroso business per il momento non ve lo tocca nessuno.Ci sarà da ridere quando la stato,che ha già fatto fallire molti suoi fornitori veri non pagandoli...incomincerà a fare lo stesso con tutte queste organizzazioni,testimonials piangenti o meno.