Il “treno delle dolomiti” tornerà: 10 anni per ripristinare Calalzo-Cortina

Il “treno delle dolomiti” tornerà: 10 anni per ripristinare la Calalzo-Cortina
BELLUNO - Dieci anni. Tanto sarà necessario, secondo il presidente della Regione Veneto Luca Zaia per ripristinare il collegamento ferroviario fra Calalzo di Cadore (Belluno) e Cortina d'Ampezzo (Belluno). Il tracciato dovrebbe prender vita sulla sede della vecchia linea del «Treno delle Dolomiti». Zaia ne ha parlato oggi, a Belluno, illustrando le due ipotesi progettuali allo studio, il primo con un tracciato attraverso la Valle del Boite, il secondo con un percorso più lungo e che lambisce la base delle Tre Cime di Lavaredo. I costi preventivati oscillano fra i 715 ed i 745 milioni di euro. Il sistema consentirebbe di collegare Venezia a Cortina in poco più di due ore.

Il tracciato ferroviario della Val Boite avrebbe una lunghezza di 33 km, un tempo di percorrenza stimato in 40 minuti e 5 fermate (Valle - Vodo - Borca San Vito - Cortina Centro). Il percorso della Val d'Ansiei sarebbe lungo invece 48 km, servirebbero 58 minuti per effettuarlo e 7 fermate (Domegge - Lozzo - Cima Gogna - Auronzo - Tre Cime - San Marco - Cortina Centro).


Il Presidente ha precisato che entro la fine del mese di settembre la Regione intende chiudere la fase di consultazione con il territorio, raccogliendo tutti pareri, facendo sintesi e decidendo su quale dei due tracciati proseguire con le successive fasi progettuali.
 
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Lunedì 17 Luglio 2017, 15:16






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5 di 71 commenti presenti
2017-07-19 14:07:11
Da più di 50 anni verso ferragosto leggo sui giornali locali articoli sul treno delle Dolomiti, le vacanze lo svago un bel periodo per aiutare il lettore a correre con la fantasia è sognare il bel trenuccio che sbuffa su per i passi dolomitici trainando croceristi da Venezia con gli occhi a mandorla eh eh
2017-07-19 06:38:50
cava binari metti binari, cava binari metti binari...
2017-07-18 19:14:14
ma se era cos'ì utile perché l'anno sradicata? ah si per far girare l'economia soldi per toglierla e fare la pista ciclabile e soldo per rifarla
2017-07-18 20:20:25
La pista ciclabile resterebbe dove si trova perché il tracciato sarebbe totalmente nuovo. Quanto all'utilita' della linea nel momento in cui fu soppressa, direi che dal 1964 di cose, nel mondo, ne sono cambiate. C'era il boom dell'auto privata, il petrolio costava pochissimo, non c'era il concetto di mobilita' sostenibile e via dicendo. Per comprendere quanto sia importante una ferrovia di montagna non occorre fare tanti chilometri: basta andare in Val Pusteria.
2017-07-18 15:37:12
A leggere certi commenti mi sale il diabete Aprite un po' gli occhi miei cari belumat, vivete nelle bellissime dolomiti ma con la mentalità del medioevo, volete che le cose cambino ma allo stesso tempo un qualsiasi cambiamento viene visto male. Il treno all'estero è valutato tantissimo e siete voi a non capirlo con la vostra ottusità.. svegliatevi fuori e guardate all'austria, al trentino e all'alto adige tanto per fare degli esempi. La ciclabile resta lì dov'è! ma sapete leggere le cartine o no? Cercate di stare al mondo con la vostra testa sennò andatevene in esilio a Zoppé di cadore e non lamentatevi se poi non si fa nulla per salvare la montagna dallo spopolamento Fatevi un viaggio all'estero che fa bene viaggiare e capire come funzionano le cose altrove, fatelo che ne avete davvero un grosso bisogno